Acqua di marzu. Nuove poesie. Con lettera di Antonio Prestinenza.
Acqua di marzu. Nuove poesie. Con lettera di Antonio Prestinenza. | Libri antichi e moderni | Nicolosi Scandurra Giuseppe.
Acqua di marzu. Nuove poesie. Con lettera di Antonio Prestinenza.
Acqua di marzu. Nuove poesie. Con lettera di Antonio Prestinenza. | Libri antichi e moderni | Nicolosi Scandurra Giuseppe.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1934
- Luogo di stampa
- Catania.
- Autore
- Nicolosi Scandurra Giuseppe.
- Editori
- Studio Editoriale Moderno.
- Soggetto
- Poesia diaettale Siciliana -'900- Prima Ediz
Descrizione
In-16°, leg. in bross. edit., pp. (8)148(4). Fioriture sparse, ma buon esemplare, intonso. Giuseppe Nicolosi, Scandurra dal cognome della madre a cui il poeta somigliava moltissimo, nacque a Catania, nel 1887, in una misera casetta di via Curia, da un povero fabbro e da una non meno povera contadina. Concluse poi i suoi giorni, nel 1966, con una biro e un foglio di carta abbandonati sulla coperta, nella casetta del custode del circolo didattico Caronda di via Zammataro, situato tra il cosiddetto Passareddu e via Acquicella. Lo Scandurra godette, nel suo tempo, di una certa rinomanza soprattutto a livello popolare, ed ebbe una fitta schiera di proseliti e di ammiratori. La sua formazione fu da autodidatta. Allorché cominciò ad appassionarsi alla poesia dialettale, imparò quasi da solo a leggere e a scrivere e si buttò accanitamente a leggere e a studiare quanto gli capitava sottomano. Suo primo maestro, insieme con i canti popolari siciliani, che aveva cominciato a mandare a mente sentendoli recitare dai contadini suoi compagni di lavoro, fu Giovanni Meli, di cui imparò a memoria non solo molte odi, ma anche larghi squarci de La buccolica e di altre sue opere. Lesse pure i capolavori dei nostri maggiori poeti in lingua: Petrarca, Ariosto, Tasso, Leopardi e lo stesso Dante Alighieri.