Arabella Giorgi. Sulla modificazione del cerchio
Arabella Giorgi. Sulla modificazione del cerchio | Libri antichi e moderni | GIORGI, Arabella (Venezia, 1942 - 1973)
Arabella Giorgi. Sulla modificazione del cerchio
Arabella Giorgi. Sulla modificazione del cerchio | Libri antichi e moderni | GIORGI, Arabella (Venezia, 1942 - 1973)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1972
- Luogo di stampa
- Bergamo
- Autore
- GIORGI, Arabella (Venezia, 1942 - 1973)
- Editori
- Bergamo, Galleria 2B International,
- Soggetto
- art: italian, art: contemporary,
- Descrizione
- loose_leaf
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Manifesto originale stampato in serigrafia a due colori della mostra presso 2B International, Centro arte e design di Bergamo, 30 settembre - 13 ottobre 1972 . Cm 70x50. . . Molto buono (Very Good). . . . Arabella Cristina Giorgi si diploma nel 1963 all'Accademia di Belle Arti di Venezia, sotto la guida di Bruno Saetti. Partecipa alla vita artistica veneziana, come testimoniano i suoi primi lavori realizzati nel 1957 e presentati sia alle varie esposizioni collettive organizzate dalla Bevilacqua La Masa e sia nelle sale del Premio Mestre, a cominciare dal 1961. Nel 1960 è presente alla Triennale di Milano. Tra i giovani allievi dell'Accademia Giorgi incontra Fabrizio Plessi, suo futuro compagno e marito. Giorgi sviluppa una pittura legata alle tendenze astratte con un particolare senso del segno-colore che diverrà l'elemento distintivo anche per le opere future. Nell'arco di pochissimi anni però la pittura di quest'artista si affianca al nuovo linguaggio della Pop Art, approdato ufficialmente dalla Biennale di Venezia nel 1964. Giorgi assume, di questa ricerca, solamente i nuovi canoni estetici utilizzando oggetti-simbolo come le aquile, le foglie, i cancelli. Di particolare interesse per questa sua esperienza è l'esposizione intitolata 8 Pittori e organizzata alla Galleria Haussamman nel 1965, dove il suo nome figura assieme a quelli di Schifano, Rodolfo Aricò, Del Pezzo e Plessi, venendo così inserita tra i protagonisti dell'arte pop italiana. Nel 1967 Giorgi espone assieme ad alcuni tra i più interessanti artisti veneziani come Paolo Patelli, Romano Perusini e Fabrizio Plessi: questa esposizione segna un'ulteriore evoluzione nella ricerca di quest'artista che tende ora verso un astrattismo di impronta analitica. Nel 1970 è presente alla 35ª Biennale da'Arte di Venezia e nel 1971 viene invitata da Marchiori e da Menna alla 4ª Biennale di Bolzano, assieme a Ciussi, Patelli e Verna, a rappresentare la nuova astrazione pittorica italiana. Giorgi affiancherà sempre l'esperienza pittorica a quella del design, realizzando dei lavori attraverso la tecnica del batik e cimentandosi pure nella gioielleria d'autore. Nel 1972 hanno luogo tre mostre importanti: la prima alla galleria Bon a Tirer di Milano che sottolinea, oltre alla sua completa maturità artistica rivolta ad un atteggiamento analitico, la sua indagine ora rivolta alla forma essenziale del cerchio; la seconda è "Per Pura Pittura", organizzata alla Galleria La Cappella di Trieste, alla quale parteciparono anche Ciussi, Patelli, Verna, Perilli e Cordioli; infine la 36ª Biennale di Venezia, dove vengono esposti, nella sezione dell'arte decorativa, dei contenitori in vetro molato, sempre basati sull'indagine della forma del cerchio.