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Ballo a Fontanigorda ed altre poesie

Ballo a Fontanigorda ed altre poesie | Libri antichi e moderni | Caproni, Giorgio

Libri antichi e moderni
Caproni, Giorgio
Emiliano degli Orfini (S.T.E.R. in Savona),, 1938
4000,00 €
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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1938
  • Luogo di stampa
  • Genova (stampato a Savona),
  • Autore
  • Caproni, Giorgio
  • Pagine
  • pp. 38 [2].
  • Collana
  • «Collezione degli scrittori nuovi» n. 31,
  • Editori
  • Emiliano degli Orfini (S.T.E.R. in Savona),
  • Formato
  • in 8°,
  • Edizione
  • Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
  • Soggetto
  • Poesia Italiana del '900
  • Descrizione
  • brossura a due colori con titoli in riquadro tipografico,
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

LIBRO Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini. Brossura leggermente fiorita (numero scritto a penna al piatto anteriore), per il resto ottimo esemplare. Seconda raccolta poetica di Giorgio Caproni, vincitrice – come riportato alla copertina – del premio di poesia indetto dalla casa editrice Emiliano degli Orfini, per i cui tipi il poeta livornese (o «genovese di Livorno», come lui stesso amava definirsi) aveva già pubblicato il suo esordio «Come un’allegoria» nell’aprile del 1936. Aperta dalla dedicatoria «Ai genitori» e dal verbale della giuria – composta da Aldo Capasso, Elpidio Jenco, Giuseppe Ravegnani e Giovanni Titta Rossa – con le motivazioni del voto, questa plaquette di straordinaria rarità racchiude diciotto componimenti del periodo 1935-1937, parzialmente già editi in rivista. E a introdurre questo attraversamento nei luoghi, nelle figure e negli odori del luogo dell’anima di Caproni, ovvero la Val Trebbia, è l’eponima «Ballo a Fontanigorda», dando inizio a un passaggio fatto di nuova dolcezza – come in «Aria d’innocenza», primo degli omaggi del poeta alla moglie Rosa “Rina” Rettagliata, sposata nell’agosto del 1938 – ma anche di persistenti dolori, esemplificati dai finali «Due motivi ad Olga Franzoni – In memoria» dedicati alla prima fidanzata improvvisamente morta nel marzo 1936 per setticemia.

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