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Cibo | Libri antichi e moderni | Janeczek Helena
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Dettagli
- Autore
- Janeczek Helena
- Editori
- Guanda (28 marzo 2019) Collana: Narratori della Fenice
- Descrizione
- S
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Legatura
- Brossura
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
8vo, br. ed. pp.284. "Non riesco a sopportare quelli che non prendono seriamente il cibo", diceva Oscar Wilde. Oggi Ë diventato una delle principali occupazioni, ossessioni, manie; la cucina insieme all'ordalia igienista di ciÚ che fa bene o fa male sono le ronzanti colonne sonore delle nostre giornate. Prendere sul serio il cibo, perÚ, Ë altra questione. Di certo, senza tanto proporselo, lo fanno Elena, la donna che si racconta in questo libro, e Daniela, la massaggiatrice alla quale si rivolge per impegnarsi a fondo in una dieta dimagrante e rimodellare il proprio corpo. PerchÈ quello che condividono durante le loro sedute Ë qualcosa di profondo. A ogni piatto che nominano, a ogni ricetta o tradizione rievocata, riaffiorano un ricordo, un'amicizia, un amore, un rito di famiglia, una ferita. Le creme di piselli e i krapfen delle feste di Ulrike, anoressica per desiderio di perfezione, nella Monaco dell'infanzia e dell'adolescenza di Elena; i praghesi gnocchi di pane alla prugna di Ru?ena, obesa per allontanare l'incubo dei carri armati sovietici e il dolore dell'esilio; i gattÚ di Teresa, che rivendica cucinando la sua identit‡; i pranzi domenicali della nonna veneta e contadina di Daniela; fino alle aringhe salate che risvegliano in Elena la memoria dei kiddush del sabato nella sua famiglia ebraica, e soprattutto del padre scomparso troppo presto. Alla fine di un romanzo che mescola e unisce, come fa il cibo, individui e culture, Helena Janeczeksi riserva ancora lo spazio di una riflessione su una tragedia dei nostri anni, il crollo delle Twin Towers, attraverso le storie dei cuochi che nelle torri lavoravano.