Cinque poesie di Eugenio Montale
Cinque poesie di Eugenio Montale | Libri antichi e moderni | Montale, Eugenio
Cinque poesie di Eugenio Montale
Cinque poesie di Eugenio Montale | Libri antichi e moderni | Montale, Eugenio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1955
- Luogo di stampa
- Verona,
- Autore
- Montale, Eugenio
- Pagine
- pp. [28] a bifogli sciolti.
- Editori
- La Stella Alpina (stampato in Italia dai bambini di S. Andrea di, Badia Calavena),
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione, stampata in soli 25 esemplari numerati e firmati
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900
- Descrizione
- brossura originale color grigio stampata in nero al piatto anteriore, con bella incisione,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione, stampata in soli 25 esemplari numerati e firmati dal maestro Gianni Faè. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Esemplare in condizioni pressoché perfette, nella tiratura di 5 esemplari (di 25) numerati da I a V su carta a mano di Fabriano.Libro rarissimo e di grande bellezza, accoglie, come recita il titolo, cinque poesie di Montale, illustrate da altrettante lineografie a colori realizzate da giovani scolari di S. Andrea di Badia Calavena (Verona), sotto il coordinamento del maestro elementare Gianni Faè, che firma ognuna delle 25 copie pubblicate: «Portami il girasole», «Felicità raggiunta», «Meriggiare pallido e assorto» da «Ossi di Seppia»; «Epigramma» da «Poesie per Camillo Sbarbaro»; «A mia madre», pubblicata in «Letteratura», anno VII, n. 1, 1943. Per comprendere le ragioni e le straordinarie modalità di realizzazione del volume, occorre fare un passo indietro, e tornare al 1954, quando Leonardo Sinisgalli, direttore della rivista «Civiltà delle macchine», riceve una cartolina in busta chiusa proveniente da S. Andrea di Badia Calavena. Si tratta di un’incisione eseguita da una scolara, accompagnata da un testo che illustra l’esperienza di un giornalino scolastico autoprodotto. Colpito dalla qualità e originalità dell’iniziativa, Sinisgalli avvia una corrispondenza con il maestro Gianni Faè, figura eccezionale nel panorama della scuola italiana del secondo dopoguerra, insieme insegnante, educatore, poeta, editore e grafico. Quando, nel maggio dello stesso anno, Sinisgalli riceve tre pacchetti contenenti i numeri del giornalino e le lineografie realizzate dagli alunni, rimane profondamente affascinato dall’elaborazione grafica e concettuale dei materiali. In risposta, nel numero di luglio 1954 della rivista da lui diretta, pubblica un contributo dal titolo «La scuola veronese», in cui celebra l’operato didattico e artistico della scuola. Non solo: a riconoscimento dell’impegno degli alunni, Sinisgalli dona un piccolo torchio tipografico e una cassetta di caratteri mobili, strumenti che consentono agli studenti di migliorare le tecniche di stampa. Nasceranno così alcuni piccoli capolavori: innanzitutto «Quattro poesie di Leonardo Sinisgalli» (1955) in tiratura limitatissima (due esemplari), uno dei quali viene inviato all’autore; la serie delle «Cinque poesie» dedicata ai più importanti poeti del tempo, inaugurata proprio dalla cartella su Montale, che qui presentiamo, seguita da Quasimodo, Saba, Sinisgalli e Ungaretti; e a testimonianza del grande valore dell’iniziativa, l’anno successivo Vanni Scheiwiller stampò la splendida Strenna del Pesce d’Oro pel 1957 «I bambini e i poeti», a cura di Gianni Faè, con prefazione di Cesare Zavattini, riproponendo i testi e le incisioni accolte nella serie delle «Cinque poesie», oggi rarissima. E ancora, tra le pubblicazioni uscite dalla scuola di Faè vale la pena ricordare lo straordinario «I bambini e le macchine», con il contributo di Sinisgalli, e il giornalino «Piccole dolomiti», dalla grafica modernissima. -- La scuola di Gianni Faè, definita “Piccola Europa”, ottenne grazie ai suoi raffinatissimi prodotti editoriali una vasta notorietà a livello nazionale e internazionale, ricevendo numerosi riconoscimenti e affermandosi quale modello educativo e didattico altamente innovativo.