Cucina teorico-pratica. A cura di Jeremy Parzen.
Cucina teorico-pratica. A cura di Jeremy Parzen. | Libri antichi e moderni | Cavalcanti Ippolito –
Cucina teorico-pratica. A cura di Jeremy Parzen.
Cucina teorico-pratica. A cura di Jeremy Parzen. | Libri antichi e moderni | Cavalcanti Ippolito –
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2002
- Luogo di stampa
- Roma,
- Autore
- Cavalcanti Ippolito –
- Editori
- Guido Tommasi,
- Soggetto
- Gastronomia, Cucina Napoletana, Ippolito Cavalcanti
Descrizione
In-8 (cm 21), pp. XXIX-540, con ill. interc. e tre tavv. ripiegate f.t. Edizione condotta sulla ristampa del 1847. In appendice: La cucina di Ippolito Cavalcanti (rivisitata) di Stefania Barzini | Piccolo glossario di alcuni termini desueti e voci dialettali incontrate nel testo. Il ricettario di Ippolito Cavalcanti, un classico della cucina napoletana, in una pratica edizione moderna. Nel 1847 usciva a Napoli, “tutta nuova dalle altre precedenti”, la quinta edizione di un libro già divenuto un classico: Cucina Teorico-Pratica del Cavalier Ippolito Cavalcanti Duca di Buonvicino: questo libro segnava l‘apice della fama dell‘autore e rappresentava la somma e definitiva codificazione della cucina napoletana ottocentesca, un insieme di formule culinarie che avevano conquistato tutta l‘Italia. Il Duca, le cui origini risalivano al celebre poeta fiorentino Guido Cavalcanti, era ben consapevole che la “Scienza della Cucina”, come lui stesso la definiva, aveva creato a Napoli un fenomeno senza precedenti nella storia del genere umano. Forse per la prima volta, osservava il Duca, la “buona e salutaria cucina” non era solo per i “Grandi” ma era “a portata di ogni ceto di persona”. Grazie semplicemente alla disponibilità di ingredienti di sincera qualità, quali “l‘erbe colte lo stesso giorno”, “gli ovi più freschi”, e “i frutti maturi a perfezione”, tutti i “cuochi” (“tutti son Cuochi”, scriveva il Cavalcanti, “tutti fan la cucina, ognuno fino ad ora ha mangiato”) potevano realizzare pietanze nutrienti e “correttive”: “la manipolazione di tutto ciò sia semplice e naturale, il brodo non molto carico di carne, i sughi senza tanto lardo prosciutto e butirro… Il palato dolcemente stuzzicato fa trovare del gusto in tutto ciò che si mangia: nulla è più contrario alla salute che un troppo saporito cibo”. E‘ il libro che ha portato la cucina napoletana nel mondo.