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DELLA POTESTA', E DELLA POLITIA DELLA CHIESA TRATTATI DUE contro le nuove opinioni di Pietro Giannone (Tomi 1 e 2)

DELLA POTESTA', E DELLA POLITIA DELLA CHIESA TRATTATI DUE contro le nuove opinioni di Pietro Giannone (Tomi 1 e 2) | Libri antichi e moderni | Giovanni Antonio Bianchi

Libri antichi e moderni
Giovanni Antonio Bianchi
Stamperia di Pallade, Pagliarini, 1745
200,00 €
(Roma, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1745
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Giovanni Antonio Bianchi
  • Editori
  • Stamperia di Pallade, Pagliarini
  • Soggetto
  • RELIGIONI, FILOSOFIA
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

Due volumi in 8vo grande (20x25,5 cm) di (12)-XIX-592-(1) pagine e (4)-645-(1) pagine. Piena pergamena coeva, con tassello di titolo al dorso (erosione al margine del piatto posteriore del secondo volume che solleva la pergamena, qualche altra usura marginale). Interno fresco e a grandi margini, titoli in rosso e nero; stemmi e testatine incisi. L'opera completa del Bianchi comprende 6 volumi, ma questi due compongono autonomamente il primo trattato, intitolato: Della indiretta dipendenza della potestà temporale del regno dalla potestà spirituale del sacerdozio nella Cristiana Religione, Libri VI. (Si tratta tra l'altro dei soli che Giannone poté leggere, nel carcere di Torino). Sulle vicende editoriali di questa opera e sulla figura del Bianchi, vedi Giuseppe Ricuperati, DBI, 10. “L'opera del B.,Della potestà e della politia della Chiesa trattati due contro le nuove opinioni di P. Giannone., Roma 1745-1751, rappresenta non solo la più intransigente opposizione alle teorie del Giannone, ma anche la più precisa e coerente esposizione delle dottrine di parte curialista, come l'ha giudicata lo Jemolo. L'opera del B., che è una confutazione di ogni forma di laicismo, trova il suo idolo polemico nei primi libri del Giannone, in cui è implicito tutto il discorso successivo. Sin dalla prefazione il B. avverte che egli combatterà fino in fondo il Giannone e le sue teorie che ritiene suggerite dai protestanti, e condivise dai gallicani, alla cui confutazione egli dedica i primi due tomi. Il B. in sostanza accusa il Giannone di aver voluto demolire i "diritti divini" della Chiesa mostrando la totale storicità del suo sviluppo. A questa tesi egli contrappone la sostanziale identità delle origini e del presente. È il potere sovrano, il diritto dello Stato a mutare, a essere transeunte e dominato dalle vicende storiche. La Chiesa è immutabile e forte.”

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