Di Michele Ponza e de' suoi censori
Di Michele Ponza e de' suoi censori | Libri antichi e moderni |
Di Michele Ponza e de' suoi censori
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1831
- Luogo di stampa
- Torino
- Editori
- Stamperia Mancio, Speirani e Comp.
- Soggetto
- Piemonte, Linguistica, Lingua italiana
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- True
Descrizione
In-8°, pp. XX, brossura editoriale rosa con titolo entro bordura ornamentale. Perfetta copia. Unica edizione, rara, di questa anonima apologia del Ponza e del suo 'Annotatore' contro le varie critiche che gli erano state mosse da linguisti e filologi. Il Ponza (Cavour, 1772-Torino, 1846) di nobile famiglia cavourese, dedicò la sua intera esistenza allo studio della lingua piemontese, pur asserendo fermamente che, in pieno Risorgimento, fosse necessario condividere innanzitutto la stessa lingua per 'fare gli italiani', superando così gli angusti steccati del regionalismo linguistico. Fu favolista dialettale, maestro di grammatica e Prefetto delle Scuole di Porta Nuova a Torino, letterato e filologo. 'Prove d'acuto ingegno, di pronto immaginare, di stile nervoso, vivace, colorato e frizzante ne diede molte in ogni tempo, in versi e in prosa. Ma la sua fama cominciò nel 1828 quando. richiamò col suo Annotatore degli errori di lingua certi imberbi supercritici allo studio della grammatica. L'Annotatore fu per qualche anno un buon giornale, ed ebbe il merito d'essere stato il primo a dar l'esempio in Piemonte di più libere discussioni', scrisse di lui il Cibrario.