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Emporio | Libri antichi e moderni | De Pisis, Filippo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1916
- Luogo di stampa
- Ferrara,
- Autore
- De Pisis, Filippo
- Pagine
- pp. 28 [4].
- Editori
- Stab. Tipografico G. Bresciani - Succ.,
- Formato
- in 8°,
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900
- Descrizione
- brossura originale,
Descrizione
LIBRORarissima edizione originale. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Frontespizio e ultima carta molto bruniti per il resto esemplare ben conservato, parzialmente intonso (da segnalare strappo alle pagine 17/18 per incauta apertura dei fogli), con normali segni del tempo.Plaquette impressa a Ferrara nel 1916 a spese dell’autore in 150 esemplari (100 copie di lusso più 50 comuni) censita in Opac in sole 4 copie. Suddiviso in sezioni - «Il poeta»; «Cose dolci»; «Cose arcigne»; «Cose tediose»; «Cose schifose»; «Cose ridicole»; «Cose tristi»; «Ma verrà la primavera.» - il volumetto di pensieri e riflessioni è aperto dalla dedicatoria, datata 13 marzo 1916: «A te CORRADO GOVONI e voi carissimi --- amici di Ferrara queste poche sensazioni fissate, con stanchezza sulla carta (sono infinite e infinitamente varie quelle ch’io provo ogni istante, con molta tortura continua del mio povero corpo!) dedico, perché in parte vi appartengo [.]». Più giovane di dodici anni, De Pisis trovò in Govoni - che per l’amico aveva già firmato la prefazione a «I canti de la Croara» - una guida fondamentale all’interno del mondo letterario e artistico negli anni ferraresi, frequentando con lui il cenacolo dei «poeti di Ferrara».
Edizione: rarissima edizione originale. dalla collezione di giampiero mughini.