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Fenomenologia dell'esperienza estetica. 1: L'oggetto estetico

Fenomenologia dell'esperienza estetica. 1: L'oggetto estetico | Libri antichi e moderni | Dufrenne, Mikel

Libri antichi e moderni
Dufrenne, Mikel
Lerici, 1969
29,00 €
(Foligno, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1969
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Dufrenne, Mikel
  • Editori
  • Lerici
  • Formato
  • 24 cm
  • Soggetto
  • Descrizione
  • paperback
  • Stato di conservazione
  • Buono
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

Prima edizione italiana. Collana "Discorsività", 5. All'epoca fu pubblicato solo questo primo volume dell'opera, cui fa da complemento la parte denominata "La percezione estetica" (la cui prossima pubblicazione è annunciata alla bandella anteriore) - Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata da Cesare Tacchi, 492 pagine. Indice consultabile nelle nostre immagini. Segni del tempo alla sovraccoperta, concentrati al dorso con una sgualcitura diagonale; internamente il volume è in ottimo stato, con paginazione fresca compatta e senza sottolineature -- La « Fenomenologia dell'esperienza estetica » viene considerata l'ultima importante opera di estetica teoretica apparsa in Europa. L'esperienza estetica di cui si parla è quella dello spettatore. Perciò si tratta, necessariamente, di un'estetica del percepire e non di un'estetica del fare artistico. All'interno di questa esperienza si possono distinguere l'oggetto e l'atto percettivo che lo coglie, la cui correlazione evita che si subordini l'uno all'altro e consente a Dufrenne la preferenza di partire dall'oggetto estetico, definito a sua volta a partire dall'opera d'arte (tra i due termini Dufrenne introduce un'importante distinzione di ordine percettivo). La percezione estetica fonda l'oggetto estetico nel prenderne atto: perciò insieme lo costituisce e si costituisce come estetica. L'oggetto estetico pone i problemi di una percezione corretta e, ontologicamente, dello statuto di ogni oggetto percepito. Dopo avere introdotto una serie di importanti distinzioni, Dufrenne analizza le strutture oggettive dell'oggetto estetico e dell'opera d'arte e quindi la percezione estetica, le sue condizioni e il suo significato, passando così dal piano fenomenologico al piano trascendentale. Si tratta di una riflessione sui fondamenti che, oltre tutto, prepara un'estetica svincolata dalla valutazione e da una teoria della bellezza, e conduce dentro i modi in cui l'oggetto estetico, come oggetto speciale di conoscenza, irrealizza il reale estetizzandolo, all'interno di quel mondo oggettivo che non ha altro privilegio se non quello di essere il limite verso il quale tende ogni mondo soggettivo, in quanto pensato. 

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