Frigidaire.
Frigidaire. | Libri antichi e moderni |
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1989
- Luogo di stampa
- Roma,
- Editori
- Primo Carnera,
- Soggetto
- Fumetti e Graphic Novel
Descrizione
cm 28×22,3. Annata completa: nove fascicoli dal n. 98-99 (gennaio-febbraio) al n. 109-110 (dicembre-gennaio)+6 numeri dell’Inserto/Subletteratura Vomito (dal n. 8 al n.13) della ricercata rivista cult che ha rivoluzionato fumetto, arte e controcultura italiana. Un mix unico di fumetti, arte, reportage e provocazione. Eccetto naturali segni del tempo in ottime condizioni. Frigidaire: dal n. 98-99 (gennaio-febbraio 1989) al n. 110 (gennaio 1990) , 9 fascicoli (3 doppi). Si segnala: Alle Armi di Pablo Echaurren; Amore Amor di Tanino Liberatore; Pablo Echaurren di Achille Bonito Oliva; Ramarro di Palumbo; L’arte verso il 2000, Achille Bonito Oliva: Il critico nudo; Nata nel 1980 da autori come Tanino Liberatore, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli, Filippo Scòzzari e Stefano Tamburini, la rivista si distingue per il suo stile rivoluzionario e per la totale libertà creativa. Nei primi numeri debuttano personaggi iconici come Ranxerox e Zanardi, accanto a fumetti sperimentali, illustrazioni e reportage d’avanguardia. Nata dalle ceneri di Cannibale, fu lanciata nel novembre 1980 grazie alla visione editoriale di Vincenzo Sparagna e all’estro di un nucleo irripetibile di autori – Tanino Liberatore, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli, Filippo Scòzzari e Stefano Tamburini – Frigidaire si afferma fin da subito come la rivista più libera, radicale e innovativa del fumetto e dell’informazione italiana. La missione è chiara: nessuna censura, nessun vincolo, totale libertà espressiva. Per questo Frigidaire non è solo fumetto, ma un laboratorio culturale che mescola reportage, controinformazione, arte, fotografia, satira politica, sesso, droga, musica e letteratura, offrendo uno spaccato ruvido e lucidissimo dell’inizio degli anni ’80-’90. Un concentrato di creatività anarchica, linguaggi nuovi e rottura totale con la cultura ufficiale. Una testimonianza preziosa – e ormai rara – della rivoluzione artistica che ha cambiato per sempre il fumetto italiano.