Going slowly
Going slowly | Libri antichi e moderni | GIOGLI, Stefano (1965)
Going slowly
Going slowly | Libri antichi e moderni | GIOGLI, Stefano (1965)
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2016
- ISBN
- 9788898391530
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- GIOGLI, Stefano (1965)
- Pagine
- pp. 100
- Editori
- Roma, Postcart,
- Edizione
- Prima edizione (First Edition)
- Soggetto
- photography, photography: photobooks,
- Descrizione
- hardcover
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
56 fotografie a colori di Stefano Giogli. Testi di Giovanna Calvenzi e Paola Rondini in italiano e inglese . 8vo (cm 22,5x27,5). pp. 100. . Ottimo (Fine). . Prima edizione (First Edition). . "Rallentare. A un certo punto Stefano Giogli si è imposto di rallentare, di imparare a vedere di nuovo, a passo lento, con un ritmo diverso. E ha scelto ancora una volta la fotografia. Ha scelto di "vedere" senza che nessuno lo incarichi, senza obiettivi prioritari. Per imparare l'arte difficile della contemplazione. Un cartello scritto a mano, incontrato sulla strada, lo invita ad "andare piano". Giogli accetta la metafora dell'invito e nel suo nuovo viaggio nella lentezza cerca inizialmente le sue radici, le armonie nascoste nella realtà che lo circonda, i piccoli non eventi che si producono quando un raggio di sole illumina un fiore, quando una linea reale si intreccia con una immaginata. Giogli guarda il mondo vicino casa con occhi diversi, alla ricerca non di vedute importanti ma di paesaggi essenziali, asciutti, quasi il suo procedere fosse al tempo stesso una ricerca di sé e un percorso di maturazione della visione. Chiede molto alla sua fotografia e chiede molto a sé stesso: rifugge la fotogenia e cerca invece la bellezza che il suo sguardo può regalare a una dimensione senza eventi. Il suo racconto nasce così, nel vagare osservando, nello scoprire piccoli mondi vicini, in una pratica quasi quotidiana di lentezza del vedere." (dalla prefazione di Giovanna Calvenzi).