I disegni della Divina Misericordia sopra le Americhe. Panegirico in onore del B. Martino De Porres recitato l'ultimo giorno del triduo della sua beatificazione nell'insigne Chiesa di S. Maria sopra Minerva
I disegni della Divina Misericordia sopra le Americhe. Panegirico in onore del B. Martino De Porres recitato l'ultimo giorno del triduo della sua beatificazione nell'insigne Chiesa di S. Maria sopra Minerva | Libri antichi e moderni | Ventura Di Raulica Gioacchino
I disegni della Divina Misericordia sopra le Americhe. Panegirico in onore del B. Martino De Porres recitato l'ultimo giorno del triduo della sua beatificazione nell'insigne Chiesa di S. Maria sopra Minerva
I disegni della Divina Misericordia sopra le Americhe. Panegirico in onore del B. Martino De Porres recitato l'ultimo giorno del triduo della sua beatificazione nell'insigne Chiesa di S. Maria sopra Minerva | Libri antichi e moderni | Ventura Di Raulica Gioacchino
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1838
- Luogo di stampa
- Roma
- Autore
- Ventura Di Raulica Gioacchino
- Editori
- Nell'Ospizio di S. Maria degli Angeli
- Soggetto
- America del Sud e Perù, Religione cattolica, Missioni evangelizzatrici
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-4° antico, pp. VIII, 76, brossura marmorizzata coeva. Vignetta con allegoria sacra incisa al titolo. Dedica a stampa di Giuseppe Rocco Federici al padre Angelo Ancaranu, Maestro Generale dell'Ordine dei Predicatori. Note esplicative alle pp. 59 e sgg. In barbe, lievemente brunito, in ottimo stato. Panegirico sacro in onore della beatificazione del De Porres incentrato sulla evangelizzazione missionaria dell'America del Sud e segnatamente nel Perù. Il Ventura (Palermo, 1792-Versailles, 1861), sacerdote gesuita e poi, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù in Sicilia, teatino (e generale dal 1830 al 1833 dello stesso ordine), fu celebre predicatore di straordinaria eloquenza e storico, nonché professore di diritto canonico alla Sapienza su incarico di Leone XII. Le sue prime opere sono scritti di apologetica diretti contro La Mennais e Lacordaire; nella sua disparata produzione successiva abbracciò tesi moderatamente neoguelfe, sostenendo la necessità di una confederazione degli stati italiani sotto la presidenza del pontefice. Fuggito a Montpellier nel 1849 in seguito alla caudta del Triumvirato romano, nel 1851 si stabilì definitvamente a Parigi, dove furono celebri le sue conferenze alla Madeleine. In filosofia fu tradizionalista e vicino alle posizioni di De Bonald.