I due allegri indiani
I due allegri indiani | Libri antichi e moderni | Wilcock, J. Rodolfo
I due allegri indiani
I due allegri indiani | Libri antichi e moderni | Wilcock, J. Rodolfo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1973
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Wilcock, J. Rodolfo
- Editori
- Adelphi
- Formato
- 22 cm
- Soggetto
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Prima edizione. Collana "Narrativa contemporanea" - Brossura editoriale con bandelle, 297 pagine. Qualche segno d'uso e del tempo ai margini di copertina, interno fresco e godibile; nel complesso buona copia -- Nel 1973, quando apparve questo libro, l'aggettivo demenziale non era ancora entrato nel lessico della critica italiana. Per di più, Rodolfo Wilcock era un ospite assai singolare della nostra letteratura - per non dire un alieno. Cresciuto alla scuola di Borges, già autore di parecchi libri nel suo Paese, si era reinventato come scrittore in una lingua, l'italiano, che aveva a sua volta reinventato con una sfrenatezza paragonabile solo a quella che Nabokov aveva inoculato nella lingua inglese. Forse per questo ci sono voluti anni prima che Wilcock venisse riconosciuto per quello che è: un maestro del fantastico e del grottesco - e un maestro della prosa italiana. I due allegri indiani si potrebbe definire un «romanzo rivista», nel doppio senso della parola: 1, perché è articolato nei trenta numeri della rivista «Il Maneggio», diretta e redatta dal protagonista del romanzo stesso, che muta continuamente nome; 2, perché ogni numero di questa rivista è come un susseguirsi esilarante di sketch di avanspettacolo, il cui autore fosse però un genio della satira. Gli indiani del romanzo sono da intendere, infatti, per lo più come italiani: come scrisse Enzo Siciliano, «la babele irrefrenabile dei referti, l'insensatezza programmatica dei trenta episodi che dovrebbero comporre il romanzo, concernono il costume italiano, i vizi del vivere all'italiana». Ma attenzione: I due allegri indiani è soprattutto, per il lettore, una fonte continua di divertimento: si ride a ogni pagina, a ogni episodio, a ogni sberleffo, a ogni nuova invenzione verbale.