Il Politecnico. Settimanale [poi: Mensile; poi: Rivista] di cultura contemporanea
Il Politecnico. Settimanale [poi: Mensile; poi: Rivista] di cultura contemporanea | Libri antichi e moderni | Vittorini, Elio
Il Politecnico. Settimanale [poi: Mensile; poi: Rivista] di cultura contemporanea
Il Politecnico. Settimanale [poi: Mensile; poi: Rivista] di cultura contemporanea | Libri antichi e moderni | Vittorini, Elio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1945-1947
- Luogo di stampa
- Milano,
- Autore
- Vittorini, Elio
- Pagine
- numero di pagine variabile.
- Editori
- Einaudi,
- Formato
- in folio,poi: in 4°,
- Edizione
- Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
- Soggetto
- Narrativa Italiana del '900Poesia Italiana del, '900PoliticaFilosofiaEconomia e scienze sociali
- Descrizione
- giornale autocopertinato,
- Prima edizione
- True
Descrizione
PERIODICOPrima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Collezione completa in complessivo ottimo stato.La prima importante rivista culturale del dopoguerra, straordinario esperimento di comunicazione nato dall’instancabile maestria editoriale di Vittorini alla direzione, di Giulio Einaudi e di Albe Steiner per la grafica. Nato come settimanale, con formato quotidiano fino al numero 28 del 6 aprile 1946 e un taglio più improntato sull’attualità, «Il Politecnico» si trasforma in seguito profondamente, adottando il formato tabloid e la cadenza mensile e scivolando verso il concept della rivista monografica. Nel comunicato inviato nel settembre 1945 – poco prima, dunque, dell’uscita del primo numero datato 29 settembre – a potenziali futuri collaboratori si leggeva: «Il 29 corrente si inizia la pubblicazione del settimanale di cultura “Il Politecnico” [.]. Questo settimanale intende realizzare un’opera di divulgazione culturale più popolare e immediata. Al tempo stesso, chiedendo il contributo degli intellettuali migliori, esso si propone di portare la cultura ad interessarsi di tutti i concreti problemi sociali in modo da giovare all’opera di rigenerazione della società italiana. Il nostro giornale sarà per di più largamente illustrato di fotografie e disegni di noti pittori e grafici». Intimamente legato al PCI, l’interesse della rivista di Vittorini per vaste aree del pensiero – non soltanto letterario e filosofico, ma anche scientifico e tecnologico – e il libero e critico approccio adottato, finiranno presto per urtare l’ortodossia di partito, con Togliatti che accusò il periodico di vacuo enciclopedismo (lettera aperta sul n. 33/34). Una frattura pesante, destinata a incidere sulla chiusura della rivista, giunta con il numero 39 del dicembre del 1947. Ormai quasi solo nella gestione della rivista, Vittorini avvertirà l’impossibilità di proseguire su quelle pagine un’attività culturale seria e alta, preferendo concentrare le proprie energie sui libri e su imprese destinate a incidere in modo altrettanto forte sulla cultura italiana come la collana «I gettoni» e «Il Menabò» fondato sul finire degli anni Cinquanta con Italo Calvino.