Il Rosai
Il Rosai | Libri antichi e moderni | Rosai (Il) [Ricci, Berto - Rosai, Bruno - Garrone, Dino - Contri, , Gioacchino - Persico, Edoardo]
Il Rosai
Il Rosai | Libri antichi e moderni | Rosai (Il) [Ricci, Berto - Rosai, Bruno - Garrone, Dino - Contri, , Gioacchino - Persico, Edoardo]
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1930
- Luogo di stampa
- Firenze,
- Autore
- Rosai (Il) [Ricci, Berto - Rosai, Bruno - Garrone, Dino - Contri, , Gioacchino - Persico, Edoardo]
- Pagine
- pp. 31 [1], nove illustrazioni in bianco e nero a piena pagina nel testo; pagine legate con doppio punto metallico.
- Editori
- Tip. “L’Economica”,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
- Soggetto
- Arte Cataloghi MonografieNarrativa Italiana del '900Fascismo
- Descrizione
- brossura carta da zucchero stampata in nero ai piatti,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Normali segni del tempo ma nel complesso ottimo esemplare.Rarissimo pamphlet militante che divenne principale manifesto del fascismo rivoluzionario e antiborghese degli anni trenta; è qui raccolto quel nucleo di giovani e giovanissimi — Berto Ricci, Bruno Rosai, Dino Garrone, Gioacchino Contri — di lì a poco animatori del mensile «L’Universale» (1931-1935), con ospite speciale Edoardo Persico. Raccoglie nove brevi scritti non firmati: un’introduzione senza titolo, «Firenze capitale» (firmato in calce ALLOBORGO, pseudonimo di Dino Garrone), «Impressione di Rosai», «Il nostro uomo», «Supremazia dell’arte italiana», «Paradosso della tradizione», «La vena», «Per Bino Binazzi», «Ai giovani». I testi sono alternati a 9 tavole a piena pagina, riproduzioni di suggestivi disegni di Bruno Rosai, nipote di Ottone. Il libretto, nel suo aspetto dimesso e nella sua impaginazione scabra e poverissima, esprime fin nelle pieghe della carta l’idea dell’«antiborghesismo fascista». -- «Figura di riferimento per questa giovane generazione, nella Firenze degli anni Venti, era il pittore Ottone Rosai [.] per il suo crudo radicalismo antiborghese. Non a caso, quando Berto Ricci e i suoi amici formularono l’idea di pubblicare i loro scritti, la scelta iniziale fu di riunirli in un pamphlet intitolato “Il Rosai”. Si tratta di un libretto stampato a Firenze nel luglio 1930, in cui Rosai viene esaltato come incarnazione dell’artista antiborghese, antintellettuale, nemico della degenerazione del fascismo nel conformismo e nell’opportunismo di tanti fascisti della seconda e terza ora» (Bonsaver).Bibl.: Bonsaver, Mussolini censore (Bari 2013), §8