Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860-1910
Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860-1910 | Libri antichi e moderni | CAMPIONE, Francesco Paolo (a cura di),
Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860-1910
Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860-1910 | Libri antichi e moderni | CAMPIONE, Francesco Paolo (a cura di),
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2010
- ISBN
- 9788809763128
- Luogo di stampa
- Firenze
- Autore
- CAMPIONE, Francesco Paolo (a cura di),
- Pagine
- pp. 320
- Editori
- Firenze, Giunti,
- Edizione
- Prima edizione (First Edition)
- Soggetto
- photography, ,
- Descrizione
- hardcover
- Stato di conservazione
- In ottimo stato
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
A cura di Francesco Paolo Campione e Marco Fagioli. Un testo di Gian Franco Ragno. Catalogo ragionato con schede delle fotografie e degli album di Alessia Borellini. Un testo di Adriana Mazza ("I grandi fotografi della Scuola di Yokohama"). Oltre 300 illustrazioni a colori . 4to (cm 29,5x27). pp. 320. . Ottimo (Fine). . Prima edizione (First Edition). . Nella seconda metà dell'Ottocento ha luogo in Giappone una singolare fusione fra la tecnica fotografica occidentale e la tradizionale capacità artigianale locale: le stampe all'albumina, color seppia, sono colorate a mano, a volte anche con pennelli dotati di un solo pelo, e raccolte all'interno di album impreziositi da coperte di legno laccato e intarsiato d'oro, avorio e madreperla.A realizzarle sono fotografi europei e giapponesi che rispondono al bisogno dei visitatori occidentali di portare con sè un ricordo del viaggio in un paese straordinario che la modernizzazione sta velocemente trasformando da mondo medievale a nazione industriale. Nelle fotografie, spesso d'inattesa bellezza, dominano la ricerca delle geometrie, la declinazione ideografica dello spazio e un diffuso senso della nostalgia che rimanda all'ukiyo-e e ricorda i dolci ritratti di Utamaro e le ardite prospettive di Hokusai. Il libro è frutto di un lavoro di ricerca antropologica e storico-artistica durato tre anni, condotto dai curatori e dall'equipe del Museo delle Culture di Lugano sulla più grande collezione del genere esistente al mondo.