Istoria delle cose avvenute in Toscana; dall' anno 1300 al 1348. Et dell' origine della parte bianca et nera, che di Pisoia si sparse per tutta la Toscana et Lombardia.con le case et gentil' huomini delle città di Toscana, Lombardia e Romagna.et una tavola delle cose più notabili
Istoria delle cose avvenute in Toscana; dall' anno 1300 al 1348. Et dell' origine della parte bianca et nera, che di Pisoia si sparse per tutta la Toscana et Lombardia.con le case et gentil' huomini delle città di Toscana, Lombardia e Romagna.et una tavola delle cose più notabili | Libri antichi e moderni |
Istoria delle cose avvenute in Toscana; dall' anno 1300 al 1348. Et dell' origine della parte bianca et nera, che di Pisoia si sparse per tutta la Toscana et Lombardia.con le case et gentil' huomini delle città di Toscana, Lombardia e Romagna.et una tavola delle cose più notabili
Istoria delle cose avvenute in Toscana; dall' anno 1300 al 1348. Et dell' origine della parte bianca et nera, che di Pisoia si sparse per tutta la Toscana et Lombardia.con le case et gentil' huomini delle città di Toscana, Lombardia e Romagna.et una tavola delle cose più notabili | Libri antichi e moderni |
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1578
- Luogo di stampa
- Firenze
- Editori
- Firenze Filippo e Iacopo Giunti 1578
- Soggetto
- LIBRO ANTICO, (Toscana)
- Lingue
- Italiano
Descrizione
In-8°, cm 220x150, pp. (24), 217, (3). Legatura ottocentesca in mezza pergamena con piatti rivestiti da carta marmorizzata. Traccia di un tassello al dorso, piccole fioriture alle carte, nel complesso un buon esemplare di questa non comune prima edizione (il frontespizio recita "nuovamente stampata" ma in questo caso è da intendersi come: stampata per la prima volta). Marca tipografica giuntina al frontespizio e al colophon, alcuni bei capilettera istoriati. La dedica al Granduca Francesco e la prefazione sono scritte da Vincenzo Borghini (Gamba: "vuolsi che la dedicatoria e la prefazione sieno opera di Vincenzio Borghini"), al fondo errata e registro. Nonostante l'opera sia sottoscritta all'ultima carta da Iacobus Francishini de Ambrosius, il suddetto è considerato dalle bibliografie un semplice trascrittore e dopo numerosi errati tentativi di attribuzione nessuno studio è giunto a determinarne la paternità. Il Moreni discorre lungamente della questione e loda queste cronache trecentesche siac per il contenuto che per lo stile. "Queste Istorie contengono molti fatti di Firenze con assai particolarità, che da Gio. Villani furono omesse. L'opra è in istima per la pirotà della Lingua" Moreni II, pp. 361-362. Camerini, II 76. Gamba 936.