Italia barbara
Italia barbara | Libri antichi e moderni | Malaparte, Curzio
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1925-1926
- Luogo di stampa
- Torino,
- Autore
- Malaparte, Curzio
- Pagine
- pp. 126 [2].
- Editori
- Piero Gobetti Editore,
- Formato
- in 16°,
- Edizione
- Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
- Soggetto
- Narrativa Italiana del '900Edizioni Gobetti
- Descrizione
- brossura editoriale a due colori,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Esemplare in condizioni appena accettabili (parziale distacco dei piatti con mancanza al lato superiore del piatto anteriore e alla prima carta; interno brunito).Rara edizione tirata in mille esemplari non dichiarati, con la data posticipata al 1926 in copertina. Legati da amicizia nonostante l’opposto posizionamento politico, Gobetti firmò anche la premessa a quest’opera in cui definì Malaparte “la più forte penna del fascismo”. Scrisse l’autore toscano a proposito della loro amicizia: «Eravamo press’a poco, Pietro Gobetti ed io, della stessa età, e sebbene di formazione intellettuale diversa, io ero più compromesso con la letteratura classica, con i vecchi schemi della letteratura latina e italiana; egli era meno nutrito di classici, più teoricamente esperto di problemi sociali moderni; io possedevo un’esperienza, sia pur modesta, di azione politica e sociale, che egli non possedeva (ma a cui aspirò sempre, ma vanamente, in tutta la sua breve vita); la nostra amicizia fu vera, affettuosa, inalterabile. Serbavamo entrambi un’assoluta libertà di critica reciproca: spesso eravamo dissenzienti su questo o quel problema, spesso abbiamo anche polemizzato garbatamente. Ma la nostra amicizia non ebbe incrinature. Egli prevedeva che dato il mio passato di repubblicano e volontario di guerra, io avrei compiuto un’evoluzione in senso nazionalista. Io prevedevo che, data la sua formazione culturale troppo teorica, libresca, e la sua mancanza di esperienza pratica dei partiti politici e della loro azione, egli avrebbe compiuto un’involuzione in senso astratto e teorico-filosofico» (”Memoriale 1946”, in E. Ronchi Suckert (a cura di), «Malaparte», Ponte delle Grazie, 1993, p. 249).