L'altro Omero. Scienza e storia nelle Metamorfosi di Ovidio
L'altro Omero. Scienza e storia nelle Metamorfosi di Ovidio | Libri antichi e moderni | Todini, Umberto
L'altro Omero. Scienza e storia nelle Metamorfosi di Ovidio
L'altro Omero. Scienza e storia nelle Metamorfosi di Ovidio | Libri antichi e moderni | Todini, Umberto
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1992
- ISBN
- 9788871044729
- Luogo di stampa
- Napoli
- Autore
- Todini, Umberto
- Editori
- Edizioni Scientifiche Italiane
- Formato
- 24 cm
- Soggetto
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
"Pubblicazioni dell'Università degli studi di Salerno. Sezione di studi di filologia, letteratura, storia e archeologia del mondo classico", 3 - Brossura editoriale di 172 pagine con 3 figure in nero fuori testo. Indice consultabile nelle nostre immagini. In apertura, invio autografo dell'autore a stimato professore. Bruniture e leggere fioriture ai margini di copertina, peraltro ottima copia, forse mai letta -- Il modello degli Annali di Quinto Ennio, detto poi pater di Roma, domina - pur perduta l'opera - le nostre conoscenze su un genere epico che a Roma, diversamente che in Grecia, ricorse ad una dottrina dell'anima preliminare all'illustrazione storica. Iniziò Ennio col suo proemiale sogno di reincarnazione in Omero, che gli valse la fama di altro Omero; proseguì Lucrezio col De rerum natura, che ne fece una sorta di altro Epicuro. Quell'Epicuro di Roma che, impietoso, indicò nell'amore della conoscenza e non nel mito nazionalistico, la sola grandezza possibile. Proseguì e concluse questo ciclo di canto e di riflessione scientifico-storica, Ovidio Nasone. Ad una Roma imperiale, ebbra e sanguinaria pacificatrice del mondo, egli offri le Metamorfosi: apoteosi inquietante di un destino storico fatto non di certezze ma di forme mutanti, raccontata dal poeta nei molteplici miti essenziali, e illustrata, nell'ultimo libro, da un « altro Pitagora», maestro che spiega a Numa e ai romani i rapporti inscindibili tra etica e non violenza. Questo Pitagora inconsueto - tra Ennio e Lucrezio, tra Omero e Epicuro - viene riscoperto, nella prima parte di questo studio, grazie ai rapporti imitativi tra le Metamorfosi e gli Annali; nella seconda, attraverso la messa in evidenza della bipolarità della struttura dell'opera; infine, in una riflessione d'assieme su scienza e storia suggerita dalla lettura combinatoria e commutativa che Ovidio conduce sui suoi modelli. Lettura che ne fa il poeta più scientifico e forse più sapiente del mondo antico.