L'anima dei luoghi. La Toscana nella fotografia stereoscopica
L'anima dei luoghi. La Toscana nella fotografia stereoscopica | Libri antichi e moderni | Fanelli, Giovanni
L'anima dei luoghi. La Toscana nella fotografia stereoscopica
L'anima dei luoghi. La Toscana nella fotografia stereoscopica | Libri antichi e moderni | Fanelli, Giovanni
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2001
- ISBN
- 9788885957732
- Luogo di stampa
- Firenze
- Autore
- Fanelli, Giovanni
- Editori
- Mandragora
- Formato
- 28 cm
- Soggetto
- Fotografia delle origini fonti fotografiche ''800 ottocento Tos, Fotografia, Siena, Pisa, Lucca San Miniato, Arezzo, Empoli Livrorno, Firenze
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Brossura editoriale con bandelle, 190 pagine con centinaia di fotografie della Toscana tra seconda metà dell'Ottocento e primi anni del Nocevento. Opera in stato di nuovo / Brand new -- Siamo intorno alla metà dell'Ottocento. Il cinema è di là da venire, la fotografia è ancora nella sua fase pionieristica. Alla ricerca di portenti e meraviglie – è il periodo delle grandi Esposizioni Universali – gli uomini inventano la stereoscopia. La stereoscopia, o fotografia tridimensionale, si basa su un principio ottico molto semplice: riprendendo lo stesso soggetto da due punti di vista diversi ma ravvicinati – distanziati fra loro più o meno quanto lo sono i nostri occhi – è possibile grazie a uno speciale visore (lo stereoscopio, appunto) riprodurre l'illusione della profondità. L'invenzione fece furore: milioni di “coppie stereoscopiche” furono realizzate in tutto il mondo dai maggiori fotografi dell'epoca e vendute da ditte specializzate a un pubblico estasiato. Oggi, nell'era digitale, l'espediente può farci sorridere (ma provare per credere: l'effetto conserva tutto il suo fascino). Ma il valore artistico e documentario di queste immagini resta intatto: i monumenti più celebri, i paesaggi immobili e rarefatti, le vedute “istantanee” della città e della campagna (addirittura cinematografiche nella loro immediatezza), ci restituiscono l'atmosfera di una Toscana quasi del tutto scomparsa. L'introduzione di Giovanni Fanelli esamina il fenomeno della stereoscopia dal punto di vista tecnico, storico, artistico e di costume, con particolare attenzione alla sua diffusione in Toscana. Un breve ma denso regesto riporta i dati più significativi relativi ai fotografi rappresentati nel libro: le grandi ditte straniere (Ferrier & Soulier, Furne & Tournier, la London Stereoscopic Company, la Keystone View Company, Underwood & Underwood) e i “classici” (i fratelli Alinari, Anton Hautmann, Giacomo Brogi, Giorgio Sommer, John Brampton Philpot), ma anche – nucleo in buona parte inedito e di eccezionale interesse – i fotografi locali, gli amatori (Bianchi, Colonna, Carrara, Del Campana Guazzesi).