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La basilica di San Sabino de Plano nel territorio di Spoleto

La basilica di San Sabino de Plano nel territorio di Spoleto | Libri antichi e moderni | Autore: Silvio Sorcini, Con La Collaborazione Di: Marina Malatino, Pier Paolo Trevisi

Libri antichi e moderni
Autore: Silvio Sorcini, Con La Collaborazione Di: Marina Malatino, Pier Paolo Trevisi
Era Nuova 2024,
20,00 €
(Pavia, Italia)

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Dettagli

  • ISBN
  • 9788866622352
  • Autore
  • Autore: Silvio Sorcini, Con La Collaborazione Di: Marina Malatino, Pier Paolo Trevisi
  • Editori
  • Era Nuova 2024
  • Soggetto
  • Arte-Architettura-Architettura religiosa

Descrizione

122 pagine. Ill. colori. Brossura. Seconda di copertina: Sabino è stato tra i santi più venerati nel periodo alto medioevale e il suo culto si è rapidamente esteso anche al di fuori dell'Umbria. La chiesa a lui dedicata è tra le più interessanti del territorio spoletino, ma, ciononostante, rimane una delle meno studiate tra le chiese spoletine; l'auspicio è che questa pubblicazione spinga ad un suo ulteriore approfondimento e si chiariscano i tanti quesiti ancora insoluti circa la sua storia: questi a cui questa Guida, semplice e chiara, cerca di rispondere per aiutare ad apprezzare meglio le tante belle e interessanti opere che la chiesa ancor oggi conserva. La basilica di San Sabino di Plano, inoltre, dovrebbe essere inserita a pieno titolo anche all'interno degli itinerari di visita dedicati al Patrono d'Italia, insieme ad Assisi, Greccio, La Verna e ai tanti luoghi ove è forte la memoria del Santo; qui, infatti, Francesco ebbe la visione che modificò per sempre la sua vita e la storia della Chiesa. Notevoli, interessanti e originali gli apporti di Marina Malatrino, con il suo contributo al capitolo relativo ai materiali lapidei erratici o di reimpiego" presenti nella chiesa, e di Pier Paolo Trevisi, a cui si deve la stesura del capitolo sui graffiti: tematica del tutto nuova e non priva di sorprese sulle iscrizioni graffite rilasciate da visitatori di passaggio, da pellegrini o da religiosi che frequentarono questo luogo per un periodo più o meno duraturo, eseguite quasi sempre con la tecnica a sgraffio, cioè incidendo la parete con uno strumento appuntito. Non un gesto vandalico bensì una pratica comune; si graffiva sulle pareti affrescate per lasciare traccia di sé o a scopo devozionale o cronachistico, cercando di non deturpare i volti dei personaggi dipinti, prediligendo una scrittura ai margini, su cornici, sfondi o altari."

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