La Corneide. Poema eroi - comico del Dottore Cornografo colle annotazioni di Cornelio Tacito il Moderno
La Corneide. Poema eroi - comico del Dottore Cornografo colle annotazioni di Cornelio Tacito il Moderno | Libri antichi e moderni | Gamerra Giovanni De
La Corneide. Poema eroi - comico del Dottore Cornografo colle annotazioni di Cornelio Tacito il Moderno
La Corneide. Poema eroi - comico del Dottore Cornografo colle annotazioni di Cornelio Tacito il Moderno | Libri antichi e moderni | Gamerra Giovanni De
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1773
- Luogo di stampa
- In Cornicopoli (Livorno)
- Autore
- Gamerra Giovanni De
- Soggetto
- Erotica, Letteratura italiana, Prime edizioni
- Sovracoperta
- False
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-8° (222x145mm), pp. 271, cartonatura decorata novecentesca con titolo in oro su tassello in pelle rossa al dorso. Frontespizio figurato inciso su rame e 6 tavv. calcografiche f.t., una in principio di ciascun canto, il tutto disegnato e inciso da D. Aspar. Restauri alle cerniere; fioriture diffuse, ma esemplare in barbe. Edizione originale, stampata in forma pseudonima e con l'indicazione di stampa 'per Luca Cornigerio all'insegna del Capricorno', di questo lunghissimo poema licenzioso in 71 canti in ottave di Giovanni De Gamerra incentrato sui tradimenti coniugali e i mariti sfortunati nel corso dei secoli, a cominciare da Adamo. Il poema piacque a Voltaire per 'les jolis vers et la parfaite connaissance de l'antiquité et des moeurs modernes' e a Ranieri Calzabigi, che la paragonò all'Hudibras' del Butler prediligendola ai capolavori della poesia eroicomica italiana, la 'Secchia Rapita' e il 'Ricciardetto'. Giovanni De Gamerra (Livorno, 1743-Vicenza, 1803), avventuriero, poeta e librettista, fu in gioventù abate ma lasciò la tonaca per entrare nell'esercito austriaco come sottotenente. Poeta di corte a Vienna nel 1775 grazie all'intercessione di Metastasio, si recò nel 1786 a Napoli per un piano di riforma teatrale, ma ne fu cacciato da Ferdinando IV l'anno seguente perché sospetto di idee rivoluzionarie. Parenti, Prime edizioni italiane, p. 251. Parenti, Luoghi di stampa, p. 62. Gay-Lemonnyer, I, 731. Brunet, VI, 14914. Melzi, I, p. 256.