La divina commedia di Dante Alighieri. Di mano del Boccaccio
La divina commedia di Dante Alighieri. Di mano del Boccaccio | Libri antichi e moderni | [Fantoni, Aloisio ] - Alighieri, Dante
La divina commedia di Dante Alighieri. Di mano del Boccaccio
La divina commedia di Dante Alighieri. Di mano del Boccaccio | Libri antichi e moderni | [Fantoni, Aloisio ] - Alighieri, Dante
con una spesa minima di 100,00€
Metodi di Pagamento
- PayPal
- Carta di Credito
- Bonifico Bancario
- Pubblica amministrazione
- Carta del Docente
Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1820
- Luogo di stampa
- Roveta,
- Pagine
- [8] 206 [2]; tre medaglioni (Dante, Petrarca e Boccaccio) incisi in oro al verso dell’antiporta; marca tipografica al frontespizio.
- Editori
- Negli occhi santi di Bice,
- Formato
- in 8°,
- Curatore
- [Fantoni, Aloisio ] - Alighieri, Dante
- Soggetto
- Grafica TipografiaLetteratura Antica
- Descrizione
- pieno marocchino nero; dorso a cinque nervi con titoli in oro alla seconda casella e duplici filetti; dente filettato in oro; guardie nere.
Descrizione
LIBRORarissima edizione tirata su carte colorate (la presente, inchiostro oro su carta viola).Eccellente esemplare, a grandi margini.Edizione di grande rarità e singolarità tipografica, impressa su carta viola con inchiostro oro. Per il nome del tipografo e per l’uso di carte colorate cfr. G. Fumagalli, Lexicon typographicum Italiæ, Firenze 1905, p. 361, dove si segnala che presso un «Louis» Fantoni (reso con “Luigi” in OPAC SBN ma è “Aloigi” a cui dovremo riferirci) furono eseguite tirature su carte di colori inconsueti, in numero assai limitato, e si afferma che di questa edizione dantesca sarebbe stato stampato il solo Inferno. L’indicazione «di mano del Boccaccio» richiama la tradizione (più evocativa che filologicamente fondata) della trasmissione dantesca attraverso codici attribuiti a Giovanni Boccaccio (qui, il celeberrimo Vaticano 3199), e si inserisce nel gusto ottocentesco per la rievocazione erudita e antiquaria del Medioevo. Esemplare di eccezionale fascino visivo e rarità, rappresentativo di una tipografia sperimentale e quasi “capricciosa”, al confine tra libro e oggetto d’arte, destinato a un pubblico ristretto di intenditori e collezionisti.Bibl.: G. Fumagalli, Lexicon typographicum Italiæ, Firenze 1905, p. 361.
Edizione: rarissima edizione tirata su carte colorate (la presente, inchiostro oro su carta viola).