La Fortezza
La Fortezza | Libri antichi e moderni | Singer Isaac B.
La Fortezza
La Fortezza | Libri antichi e moderni | Singer Isaac B.
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Dettagli
- Autore
- Singer Isaac B.
- Editori
- Longanesi & C., MILANO 1981 Collana "La Gaja Scienza"
- Soggetto
- Judaica Ebraica Hebrews
- Descrizione
- Buono
- Descrizione
- H
- Sovracoperta
- True
- Stato di conservazione
- Buono
- Legatura
- Rilegato
- Copia autografata
- False
- Prima edizione
- False
Descrizione
8vo, copertina rigida con sovraccoperta, 435 pagine. Traduzione di Bruno Fonzi.La fortezza Ë il ritratto di un mondo perduto, non la sua trasfigurazione; Ë un monumentale affresco, non una sintesi [.]. Fluviale e trascinante, il romanzo si impernia sulla figura di Calman Jacoby, solido, pio e ricco ebreo patriarcale, le cui fortune economiche si inseriscono nelle tumultuose vicende della Polonia nella seconda met‡ del secolo scorso: l'irredentismo polacco, la dominazione russa, la penetrazione delle nuove idee occidentali, l'industrializzazione, l'assimilazione ebraica, l'antisemitismo. Intorno a Calman ruotano, saldamente guidati dal narratore, moltissimi personaggi: le due mogli, la scialba e devota Zelda e la bella e infedele Clara, le figlie sposate a timorati talmudisti e a dissoluti aristocratici polacchi che le strappano al giudaismo, i santi rabbini delle corti chassidÌche fra lo splendore della fede e le miserie del fanatismo o delle ambizioni sacerdotali, i giovani polacchi incerti fra nazionalismo e socialismo, gli ebrei assimilati usciti dalla loro societ‡ e non accettati da quella gentile, le plebi abbrutite e affamate. Il destino ebraico appare tragicamente intrdpciato a quello del capitalismo: la pietas di Calman Jacoby Ë anche dedizione al lavoro e al guadagno, e concorre quindi a distruggere se stessa e la propria armonia patriarcale [m]. Maestro, come scrisse Henry Miller, nell'arte di santificare e avvolgere di significato ogni dettaglio della vita, Singer lascia aperto il suo romanzo, abbandonando i suoi personaggi a un destino spesso squallido e infelice, a un vento umido e gelido che li travolge. Ma nel loro vicolo cieco queste figure conoscono la libert‡, anche grazie all'inesauribile richiamo di un sesso senza remore e senza censure; nel crepuscolo invernale che le circonda sembrano intuire, come il rabbino in punto di morte, che ´ le tenebre sono l'orlo della luce ª. (Claudio Magris).