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La primula nera. Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent'anni di misteri italiani. (L'omicidio di Alceste Campanile; La strage alla stazione di Bologna; Le bombe della mafia nel 1992-93; Il Nord Italia nella morsa della 'ndrangheta). Prefazione di Enzo Ciconte.

La primula nera. Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent'anni di misteri italiani. (L'omicidio di Alceste Campanile; La strage alla stazione di Bologna; Le bombe della mafia nel 1992-93; Il Nord Italia nella morsa della 'ndrangheta). Prefazione di Enzo Ciconte. | Libri antichi e moderni | Vignali Giovanni

Libri antichi e moderni
Vignali Giovanni
Aliberti, 1970
120,00 €
(BADIA DI MONTE SAN PIETRO, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1970
  • Autore
  • Vignali Giovanni
  • Editori
  • Aliberti
  • Soggetto
  • (Politica)

Descrizione

Reggio Emilia, Aliberti, 2009, 8vo brossura con copertina a colori, pp. 268. (coll. Yahoopolis). Stato di nuovo. Un uomo solo entrato da protagonista in trent'anni di vicende criminali di un Paese, modificando il proprio ruolo e i propri referenti in modo da trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto. Paolo Bellini è stato questo: una varietà di maschere usate per inserirsi e uscire da molti fra i capitoli più ambigui della vita italiana. Conosciuto come la primula nera, il killer reggiano è riuscito a eludere a lungo l'attenzione del grande pubblico. È sfuggito alla cattura innumerevoli volte, e le cronache nazionali non sono mai riuscite a inquadrarlo sino in fondo. Fra il 1970 e il 1999, Bellini è stato esponente di Avanguardia nazionale e latitante sotto falso nome in Brasile, pilota di aerei e ladro di mobili d'arte, indagato per la strage alla stazione di Bologna e amico di giudici. Ha trattato con la mafia per conto dello Stato con un ruolo controverso, nei mesi in cui a Palermo morivano Falcone e Borsellino. Nel 1999 è stato arrestato, ammettendo più di dieci omicidi compiuti a sangue freddo, nel momento di massima violenza di una guerra di 'ndrangheta, in corso fra l'Emilia Romagna e la Calabria. Scegliendo di pentirsi, Bellini ha confessato anche un delitto politico di oltre trent'anni fa: l'uccisione del militante di Lotta continua Alceste Campanile. Il libro racconta come un estremista di destra sia riuscito ad agire in libertà per un trentennio, sino a diventare un protagonista di quattro diversi cruciali momenti di crisi democratica del nostro Paese.

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