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La società tedesca sotto il Terzo Reich

La società tedesca sotto il Terzo Reich | Libri antichi e moderni | Pierre Ayçoberry, G. Perrini

Libri antichi e moderni
Pierre Ayçoberry, G. Perrini
Lindau, 2016
32,00 €
(Torino, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2016
  • ISBN
  • 9788867084739
  • Autore
  • Pierre Ayçoberry
  • Pagine
  • 447
  • Collana
  • I leoni
  • Editori
  • Lindau
  • Formato
  • 213×146×26
  • Edizione
  • 2a
  • Soggetto
  • Terzo Reich, Nazismo, Germania-Storia, Storia sociale e culturale, Storia d’Europa, Ideologie e movimenti politici di estrema destra, Germania, 1914-1918 circa (periodo della Prima Guerra mondiale), 1939-1945 circa (periodo della Seconda Guerra mondiale)
  • Traduttore
  • G. Perrini
  • Stato di conservazione
  • Nuovo
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Brossura
  • Condizioni
  • Nuovo
  • Prima edizione
  • False

Descrizione

Il flusso di pubblicazioni sulla Germania nazista non accenna ad arrestarsi. Ma dopo essersi tanto interrogati sui "perché", è forse tempo di provare a raccontare il "come": è tempo di capire come una società molto evoluta e molto articolata abbia potuto accettare, prima, e sposare, poi, la causa del nazismo e del Terzo Reich. Per comprendere questo non servono astratte teorie, più o meno suggestive, ma un'analisi attenta dei comportamenti quotidiani dei tedeschi, per cogliere quella trama di orientamenti e scelte individuali e collettive che hanno gradualmente prodotto l'accettazione dell'inaccettabile. E allora: come lavoravano gli impiegati e gli operai, gli avvocati e i medici? Si posero il problema di conservare (dinanzi a se stessi e agli altri, in lettere private o in documenti pubblici) una propria dignità in un clima di violenza sempre più soffocante e funesto? Tra il fanatismo e l'opposizione, praticati da un numero di tedeschi comunque contenuto in termini assoluti, come vivevano ogni giorno i milioni di tedeschi che componevano la società civile? La loro può definirsi una complicità, più o meno imbarazzata? O era una convivenza tanto silenziosa quanto consapevole? Oppure queste sono categorie incongrue per giudicare il comportamento di una massa? Dopo anni di requisitorie e tentativi di giustificazione, la ricerca storica è in grado oggi di fornire risposte esaurienti.

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