Le Novelle recate a buona lezione e dichiarate con note
Le Novelle recate a buona lezione e dichiarate con note | Libri antichi e moderni | Sacchetti Franco
Le Novelle recate a buona lezione e dichiarate con note
Le Novelle recate a buona lezione e dichiarate con note | Libri antichi e moderni | Sacchetti Franco
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1874
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Sacchetti Franco
- Editori
- Sonzogno
- Soggetto
- Letteratura italiana, Novellistica, Toscana e Firenze
- Sovracoperta
- False
- Stato di conservazione
- Come nuovo
- Lingue
- Italiano
- Copia autografata
- False
- Print on demand
- False
- Condizioni
- Usato
- Prima edizione
- False
Descrizione
In-16°, pp. 432, legatura del tempo m. pelle con titolo in oro al dorso. Ottima copia. Edizione con introduzione e a cura di Eugenio Camerini di uno dei maggiori classici del Trecento italiano e di tutta la nostra letteratura, vivido quadro della vita borghese nella Firenze del secondo Trecento. Le 'Novelle' sacchettiane apparvero in edizione originale soltanto nel 1724. In questo 'Trecentonovelle', il suo capolavoro e l'unica sua opera ancora artisticamente viva, ideato forse a Bibbiena nel 1385, ma scritto non prima del 1392 a San Miniato, il Sacchetti raccolse farraginosamente storie di varia lunghezza in uno stile piuttosto semplice e immediato, ricalcato sul parlato vivace e immediato della società popolana e borghese. Scrive Benedetto Croce sull'arte del Sacchetti in 'Poesia popolare e poesia d'arte', riscattandola in parte dalla complessiva svalutazione desanctisiana e individuando la loro tenue ma autentica poeticità: 'Ombre, penombre, giochi di luce, lampi e bagliori, sentimenti e psicologia complicate non appartengono al Sacchetti, la cui vita scorreva fra le cose semplici e chiare con sentimenti altrettanto semplici e concetti altrettanto chiari. Hanno, dunque, le sue novelle quella che si dice evidenza nel rendere parole, intenzioni, gesti, figure di siffatta circoscritta esperienza, e un modo succinto e rapido di descrivere e raccontare, come di chi né si tormenta intorno a quei casi e nemmeno ne esagera l'importanza. Nate da un sorriso, richiamano un sorriso, e qui è sovente la loro piccola poesia'. Figlio di un mercante, il Sacchetti, nato a Ragusa di Dalmazia nel 1332, intraprese la carriera paterna, stabilendosi a Firenze dal 1363. Svolse numerosi e importanti incarichi politici per conto della Repubblica fiorentina, ricoprendo la carica di ambasciatore a Bologna (1376), di membro degli Otto di Balìa (1383) e di podestà in alcune città della Toscana e della Romagna tra cui San Miniato. Delle novelle, originariamente trecento come si intuisce dal titolo, ce ne sono pervenute soltanto 223. Morì a San Miniato, Pisa nel 1400. Di cultura non profondissima, il Sacchetti trasse il materiale per le proprie opere dallintensa esperienza di vita, riprendendo i modelli letterari delletà precedente alla sua; 'La battaglia delle belle donne di Firenze con le vecchie' (ante 1354) è una rielaborazione di motivi boccacciani, mentre il 'Libro delle Rime', in cui raccolse opere composte in vari periodi, è un repertorio di liriche in cui si sviluppano in maniera convenzionale le tematiche moralistiche e amorose. In seguito ad una serie di lutti familiari (un figlio e un fratello morirono a breve distanza luno dallaltro), Sacchetti si dedicò ai 49 capitoli delle 'Sposizioni dei Vangeli' (1378-1381), meditazioni in prosa su brani evangelici.