Leonesse. Le guerriere del Rinascimento
Leonesse. Le guerriere del Rinascimento | Libri antichi e moderni | Salomoni, David
Leonesse. Le guerriere del Rinascimento
Leonesse. Le guerriere del Rinascimento | Libri antichi e moderni | Salomoni, David
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2024
- ISBN
- 9788858155134
- Luogo di stampa
- Bari
- Autore
- Salomoni, David
- Pagine
- 248
- Editori
- Laterza
- Formato
- 21 cm
- Soggetto
- Guerra battaglie donna, Alchimiste gorgoni amazzoni
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Collana "i Robinson" - Brossura originale con bandelle, xv-224 pagine. Libro come nuovo, con tutta evidenza mai letto -- Chi l'ha detto che le donne del Rinascimento erano destinate unicamente a indossare splendidi abiti come Monna Lisa? O a passare la vita tra seduzione, inganni e trame come Lucrezia Borgia? In realtà in Italia è esistita una tradizione importante di donne dedite all'arte della guerra: feudatarie, capitane di ventura, donne cavaliere e anche popolane. Se Matilde di Canossa è la prima, e forse la più conosciuta, altre sono state all'epoca capaci di suscitare sconcerto e terrore per l'audacia delle proprie imprese: da Caterina Sforza a Cia Ordelaffi, da Orsina Visconti a Bona Lombardi – la Giovanna d'Arco italiana. Donne al comando di eserciti in difesa dei propri castelli, è il caso di Donella Rossi, e battaglioni interamente femminili, come quelli che combatterono a protezione di Siena e della sua indipendenza durante l'assedio dei fiorentini nel 1555. Quello che emerge da queste storie avventurose e che oggi appaiono quasi leggendarie, è un tema trascurato dagli storici: quello di una vera e propria educazione militare impartita alle donne dai padri e più spesso dalle madri o dalle nonne, che hanno dato vita a una via femminile alla guerra. Per secoli è stato facile idealizzare queste donne combattenti, imbalsamandole nel ruolo di figure eccezionali e irripetibili, quasi letterarie, addomesticandone la portata rivoluzionaria. Oggi, finalmente, possiamo provare a restituire a queste donne la loro verità di soggetti attivi, anche nella violenza estrema della guerra.