Lettera autografa inviata a Luigi Lodi, 1899
Lettera autografa inviata a Luigi Lodi, 1899 | Libri antichi e moderni | BERTELLI, Luigi [VAMBA] (Firenze, 1860 - Firenze, 1920)
Lettera autografa inviata a Luigi Lodi, 1899
Lettera autografa inviata a Luigi Lodi, 1899 | Libri antichi e moderni | BERTELLI, Luigi [VAMBA] (Firenze, 1860 - Firenze, 1920)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1899
- Luogo di stampa
- Firenze
- Autore
- BERTELLI, Luigi [VAMBA] (Firenze, 1860 - Firenze, 1920)
- Editori
- Firenze, ,
- Soggetto
- , ,
- Descrizione
- loose_leaf
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Usato
Descrizione
Lettera autografa di Luigi Bertelli (Vanba) inviata a Luigi Lodi, datata Firenze, 19 gennaio '99. Nella lettera Vamba informa Lodi sul suo stato di salute e sulla sua ultima crisi nervosa, che dice essere "dovuta non tanto a esaurimento nervoso quanto ad antica atassia di stomaco e intestinale che mi ha veramente scombussolato" Lettera scritta su tre facciate di un quartino di cm 22x14. Cm 22x14. . . Molto buono (Very Good). Fioriture leggere (Some light yellowing). . . BERTELLI, Luigi (VAMBA, Firenze, 1860 - Firenze, 1920) Cominciò a collaborare al quotidiano romano Capitan Fracassa nel 1884. Dal 1893 al 1899 collaborò a il Don Chisciotte di Roma, che nel 1899 si fonderà con il Fanfulla, dando vita al quotidiano Il Giorno (1899-1901), cui Bertelli collaborò con i suoi celebri soldati. Nel 1906 fonda e dirige a Firenze il Giornalino della Domenica, settimanale edito da Bemporad che gli procurerà una fama duratura Tra il 1907 e il 1908 vi pubblicherà a puntate “Il giornalino di Gianburrasca” poi edito in volume nel 1912. Il Giornalino visse fino al 23 luglio 1911, quando non fu più in grado di reggere la concorrenza, del Corriere dei Piccoli.
Luigi Lodi (Crevalcore, 1856 – Roma, 1933) è stato un giornalista italiano, acceso polemista e animatore della vita letteraria e politica romana tra Otto e Novecento.Ancora studente a Bologna iniziò a collaborare a varie testate giornalistiche. Nella redazione della Voce del Popolo conobbe Giosuè Carducci, con cui stabilì una lunga amicizia Nel 1877 si laureò in giurisprudenza.Nel 1883 si spostò a Roma, dove, grazie alle presentazioni del Carducci, entrò in contatto con la redazione del Capitan Fracassa, e in seguito con Angelo Sommaruga, che gli affidò l'incarico di redattore della Domenica Letteraria, sulle cui pagine si rese protagonista di una memorabile polemica quando difese Gabriele D'Annunzio, i cui versi (dell'Intermezzo di rime) erano stati accusati di oscenità. Prese quindi a collaborare con il Capitan Fracassa usando lo pseudonimo Il Saraceno.Sempre nella redazione del Capitan Fracassa conobbe Matilde Serao, con la quale ebbe una breve e tormentata relazione, e Olga Ossani (giornalista che si firmava con lo pseudonimo di Febea), la quale nel 1885 divenne sua moglie. Insieme diedero vita in seguito a diverse inziative editoriali, quali il Don Chisciotte della Mancia, (insieme a Luigi Arnaldo Vassallo) Nuova Rassegna, Don Chisciotte di Roma che in seguito si fonderò con Il Fanfulla dando vita a Il Giorno, un quotidiano di impronta liberale e dall'impostazione grafica innovativa che prevedeva per la prima volta la stampa di pagine a colori.Negli ultimi anni della sua attivitò giornalistica entrò al Giornale d'Italia diretto da Alberto Bergamini.Di Lodi si ricordano anche due libri: Venticinque anni di vita parlamentare, da Pelloux a Mussolini, del 1923 e Giornalisti, del 1930.