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Lettera autografa inviata a Luigi Lodi

Lettera autografa inviata a Luigi Lodi | Libri antichi e moderni | BERTELLI, Luigi [VAMBA] (Firenze, 1860 - Firenze, 1920)

Libri antichi e moderni
BERTELLI, Luigi [VAMBA] (Firenze, 1860 - Firenze, 1920)
Firenze, , , 1890
90,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1890
  • Luogo di stampa
  • Firenze
  • Autore
  • BERTELLI, Luigi [VAMBA] (Firenze, 1860 - Firenze, 1920)
  • Editori
  • Firenze, ,
  • Soggetto
  • , ,
  • Descrizione
  • loose_leaf
  • Stato di conservazione
  • Buono
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Rilegato
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

Lettera autografa di Luigi Bertelli (Vamba) inviata a Luigi Lodi, datata Firenze, 17 aprile 1890, nella quale il Bertelli sollecita al Lodi un  intervento sul suo giornale  in occasione della direzione  della Norma al teatro Argentina di Roma da parte del maestro Emilio Usiglio (Parma, 1841-Milano 1910) . Si aggiunge alla lettara un telegramma manoscritto e firmato da Vamba, indirizzato allo stesso Luigi Lodi. . Cm 21x13,5. . . Molto buono (Very Good). . . . Luigi Bertelli, (Vamba, Firenze, 1860 - Firenze, 1920) cominciò a collaborare al quotidiano romano Capitan Fracassa nel 1884. Dal 1893 al 1899 collaborò a il Don Chisciotte di Roma, che nel 1899 si fonderà con il Fanfulla, dando vita al quotidiano Il Giorno (1899-1901), cui Bertelli collaborò con i suoi celebri soldati. Nel 1906 fonda e dirige a Firenze il Giornalino della Domenica, settimanale edito da Bemporad che gli procurerà una fama duratura Tra il 1907 e il 1908 vi pubblicherà a puntate “Il giornalino di Gianburrasca” poi edito in volume nel 1912. Il Giornalino visse fino al 23 luglio 1911, quando non fu più in grado di reggere la concorrenza, del Corriere dei Piccoli.
 
Luigi Lodi (Crevalcore, 1856 – Roma, 1933) è stato un giornalista italiano, acceso polemista e animatore della vita letteraria e politica romana tra Otto e Novecento.Ancora studente a Bologna iniziò a collaborare a varie testate giornalistiche. Nella redazione della Voce del Popolo conobbe Giosuè Carducci, con cui stabilì una lunga amicizia Nel 1877 si laureò in giurisprudenza.Nel 1883 si spostò a Roma, dove, grazie alle presentazioni del Carducci, entrò in contatto con la redazione del Capitan Fracassa, e in seguito con Angelo Sommaruga, che gli affidò l'incarico di redattore della Domenica Letteraria, sulle cui pagine si rese protagonista di una memorabile polemica quando difese Gabriele D'Annunzio, i cui versi (dell'Intermezzo di rime) erano stati accusati di oscenità. Prese quindi a collaborare con il Capitan Fracassa usando lo pseudonimo Il Saraceno.Sempre nella redazione del Capitan Fracassa conobbe Matilde Serao, con la quale ebbe una breve e tormentata relazione, e Olga Ossani (giornalista che si firmava con lo pseudonimo di Febea), la quale nel 1885 divenne sua moglie. Insieme diedero vita in seguito a diverse inziative editoriali, quali il Don Chisciotte della Mancia, (insieme a Luigi Arnaldo Vassallo) Nuova Rassegna, Don Chisciotte di Roma che in seguito si fonderò con Il Fanfulla dando vita a Il Giorno, un quotidiano di impronta liberale e dall'impostazione grafica innovativa che prevedeva per la prima volta la stampa di pagine a colori.Negli ultimi anni della sua attivitò giornalistica entrò al Giornale d'Italia diretto da Alberto Bergamini.Di Lodi si ricordano anche due libri: Venticinque anni di vita parlamentare, da Pelloux a Mussolini, del 1923 e Giornalisti, del 1930.

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