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Levia Gravia, Enotrio Romano

Levia Gravia, Enotrio Romano | Libri antichi e moderni | CARDUCCI, Giosuè

Libri antichi e moderni
CARDUCCI, Giosuè
Pistoia, Niccolai & Quarteroni, 1868, , 1868
750,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1868
  • Luogo di stampa
  • Pistoia
  • Autore
  • CARDUCCI, Giosuè
  • Editori
  • Pistoia, Niccolai & Quarteroni, 1868, 
  • Soggetto
  • Libri Antichi
  • Stato di conservazione
  • Buono
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Rilegato
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

> in-8 (mm 187x128), pp. 225, (3), in carta decorata, tassello a stampa al dorso, in camicia in tela con titolo in oro. Edizione originale della seconda raccolta poetica di Giosuè Carducci, pubblicata con lo pseudonimo di Enotrio Romano. Tiratura limitata di 330 esemplari (300 in carta comune , 10 in carta bianca di Fabriano, 10 in carta verde , 10 in carta rosa). Il presente è impresso su carta di due tonalità rosa salmone; utilizzata per pochissimi esemplari di lusso che l'autore omaggiava, in alcuni casi apponendovi una dedica. Poche cartiere erano in grado di produrre fogli con un rosa durevole.  La raccolta rappresenta un momento fondamentale della lirica carducciana. Comprende testi che confluiranno nell'edizione definitiva dei Levia Gravia, alcuni componimenti che verranno inclusi nei Juvenilia,  altri già apparsi nelle Rime di San Miniato (1857) che  presentano varianti testuali di rilievo. il titolo deriva da un verso dei Tristia di Ovidio,  ed indica  «cose leggere per sentimento…che tuttavia sono difficili e gravi a fare». Bellissimo esemplare impreziosito dalla dedica autografa dell'autore al filologo Carlo Gargiolli "l'amico Giosué Carducci. Bologna 2 giugno 1868". Il poeta mantenne una corrispondenza con lui e fece costante affidamento sul suo sostegno, specialmente quando Gargiolli (1840-1891), fu nominato direttore della Biblioteca Casanatense a Roma. Era un "amicissimo" fin dai tempi del gruppo letterario degli "Amici pedanti". Nel 1876 sarebbe diventata sua moglie la bella e colta Dafne, che funse da figura ispiratrice per alcune liriche del poeta premio Nobel. Salveraglio, n. 43.
 

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