Mélaina Cholé
Mélaina Cholé | Libri antichi e moderni | VOLK, Cristiano (Trieste, 1987)
Mélaina Cholé
Mélaina Cholé | Libri antichi e moderni | VOLK, Cristiano (Trieste, 1987)
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2020
- ISBN
- 9781949608151
- Luogo di stampa
- Atlanta
- Autore
- VOLK, Cristiano (Trieste, 1987)
- Pagine
- pp. 64 + 2 poster
- Editori
- Atlanta, Yoffi Press,
- Edizione
- Prima edizione di 500 es. (I edition of 500 copies)
- Soggetto
- photography, photography: photobooks,
- Descrizione
- hardcover
- Stato di conservazione
- Nuovo
- Lingue
- Inglese
- Legatura
- Rilegato
- Condizioni
- Nuovo
Descrizione
Fotografie a colori e in bianco e nero di Cristiano Volk. Fotografie ritrovate di autori vari Design by Federico Barbon. 8vo (cm 21,5x15). pp. 64 + 2 poster. . Nuovo (New). . Prima edizione di 500 es. (I edition of 500 copies). . Mélaina Cholé, dal greco antico μ?λας (melas) e χολ? (kholé), è un'esplorazione fotografica della teoria umorale concepita da Ippocrate. Questa teoria ha spiegato la salute o la malattia fisica e psicologica in termini di stato di equilibrio o squilibrio di vari fluidi corporei. Secondo Ippocrate (V secolo a.C.), la salute era il risultato del giusto equilibrio di quattro umori: sangue, bile nera, bile gialla e catarro. Volk, in particolare, si concentra sulla bile nera, descritta come un fluido freddo e secco, generato dall'archetipo della terra.
All'interno del libro troviamo immagini del pianeta terra viste dallo spazio, delle cellule del corpo umano e dei volti delle persone seguendo la teoria della fisionomia del tempo. La teoria umorale ha fornito alla psicologia la sua prima tipologia di personalità e le idee di Ippocrate hanno prevalso nel 17° secolo. Tracce estese di questa egemonia sopravvivono nel linguaggio moderno: il cuore era indicato come sede di sentimenti e in particolare dell'amore che, poeticamente, è "respiro della vita". La melanconia è una sensazione di tristezza ma anche una grave forma di depressione.
La stessa depressione che, secondo recenti studi, sarà la malattia più diffusa al mondo nel 2030.