Otto giorni in Niger. Un diario a due voci
Otto giorni in Niger. Un diario a due voci | Libri antichi e moderni | Albinati Edoardo, D'Aloja Francesca, ril.
Otto giorni in Niger. Un diario a due voci
Otto giorni in Niger. Un diario a due voci | Libri antichi e moderni | Albinati Edoardo, D'Aloja Francesca, ril.
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 2018
- ISBN
- 9788893881036
- Autore
- Albinati Edoardo, D'Aloja Francesca
- Pagine
- pagine 73
- Collana
- Le boe
- Editori
- Baldini + Castoldi
- Formato
- In-16
- Soggetto
- Letteratura di viaggio
- Illustratore
- ril.
Descrizione
Nell'inverno del 2017 Edoardo Albinati e Francesca d'Aloja si uniscono a una missione dell'UNHCR in Niger, nel cuore dell'Africa. Otto giorni, poco più di una settimana - e due sguardi, due voci, per cercare di capire e raccontare cosa succede in quel crocevia dove passano profughi e armi, migranti e uranio, mentre il deserto avanza e l'acqua scarseggia sempre più. Il Niger è uno dei Paesi più poveri al mondo, ma pronto ad accogliere un numero impressionante di rifugiati dal Mali e dalla Nigeria, senza contare gli sfollati interni. Del fiume di denaro occidentale versato per combattere i nostri incubi, cioè migranti e terroristi, la gente del posto non vede che l'ombra. La miseria è onnipresente come la sabbia rossa e metafisica che copre ogni cosa. Eppure proprio qui viene offerto asilo e protezione alle donne liberate dalle carceri libiche, e ai bambini eritrei senza famiglia - «messaggi in bottiglia abbandonati alle onde». Senza lasciarsi condizionare da alcuna idea preconcetta, Albinati e d'Aloja scoprono sul campo la sorprendente serenità delle genti di fronte agli orrori, la disponibilità verso gli altri e la gioia autentica di aiutare. Negli ultimi anni, innumerevoli immagini hanno documentato i drammi del Mediterraneo. Questo diario a quattro mani si spinge più in là, verso l'origine di tutto, il luogo dove ha inizio l'avventura, e con parole semplici e impressioni immediate ci consegna il resoconto di un viaggio breve ma intenso, sconcertante e duro, alle radici di ciò che forse stiamo perdendo, noi come esseri umani e Stati civili.