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Per la revisione degli errori giudiziari. Interpellanza svolta alla Camera dei Deputati nella tornata del 25 maggio 1887 con la risposta del Ministro di Grazia e Giustizia e la replica dell'interpellante

Per la revisione degli errori giudiziari. Interpellanza svolta alla Camera dei Deputati nella tornata del 25 maggio 1887 con la risposta del Ministro di Grazia e Giustizia e la replica dell'interpellante | Libri antichi e moderni | Faldella Giovanni

Libri antichi e moderni
Faldella Giovanni
Tip. della Camera dei Deputati, 1887
45,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1887
  • Luogo di stampa
  • Roma
  • Autore
  • Faldella Giovanni
  • Editori
  • Tip. della Camera dei Deputati
  • Soggetto
  • Politica italiana, Giuridica, Errori giudiziari
  • Sovracoperta
  • False
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • False

Descrizione

In-8°, pp. 46, brossura editoriale a stampa con nota di possesso di Giuseppe Mussi (Milano, 1836–Baveno, 1904), deputato e poi senatore radicale, Vice-Presidente della Camera dei Deputati dal 1892 al 1894, nonché zio della moglie di Carlo Dossi. La presenza di due francobolli del tempo con l'annullo di Saluggia, patria e luogo di residenza del Faldella, conferma che si tratta di un esemplare inviato dall'autore stesso. Ottimo stato. Estratto dagli Atti Parlamentari con l'interpellanza del Faldella e la trascrizione del suo dibattito con l'allora Presidente della Camera in merito alla revisione degli errori giudiziari. Il Faldella (Saluggia, Vercelli, 1846-Vercelli, 1928) fu tra i più originali narratori italiani del suo tempo, nell'àmbito del filone piemontese della Scapigliatura ampiamente studiato e rivalutato da Contini per il suo impasto linguistico arditamente espressionista ('Racconti della Scapigliatura piemontese', Milano, Bompiani, 1953). Sempre Contini, nella sua introduzione alla 'Cognizione del dolore' di Gadda, appuntava, discorrendo dei suoi antenati stilistici: '.i due che sfiorarono la genialità, il sempre citato Dossi e quel suo cadetto piemontese (ma fortemente intinto di Zola), Giovanni Faldella, alla cui quotazione lo zelo di alcuni di noi sembra avere assicurato una buona stabilità'. Lo scrittore, come dimostrato anche dal presente opuscolo, fu assai attivo pure in àmbito politico. Eletto alla Camera nel 1881, venne ripetutamente confermato deputato sino al 1896, anno in cui ebbe la nomina a senatore. Nel corso della sua carriera parlamentare le sue posizioni, dapprima di sinistra, si orientarono sempre più in senso moderato.

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