Poema & Oggetto
Poema & Oggetto | Libri antichi e moderni | Niccolai, Giulia
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Poema & Oggetto | Libri antichi e moderni | Niccolai, Giulia
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1974
- Luogo di stampa
- Torino,
- Autore
- Niccolai, Giulia
- Pagine
- pp. 15 [49], numerose tavole applicate alle carte, disegni, collage, interventi a penna e pastello dell’autrice.
- Collana
- collana «Geiger sperimentale», 33,
- Editori
- Edizioni Geiger (stampato in proprio),
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.
- Soggetto
- Poesia Italiana del '900Poesia visivaLibri Illustrati e, d'Artista
- Descrizione
- brossura bianca con titoli e illustrazioni in nero (disegno di Attilio Cassinelli),
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione. Dalla collezione di Giampiero Mughini.Dorso e piatti leggermente fioriti, per il resto ottimo esemplare, completo in ogni sua parte, numero 0167 di 400 (parte delle 150 copie da 026 a 0175 riservate ad amici e stampa). Raro.Uno dei testi più sperimentali di una delle interpreti più fedeli e importanti della sperimentazione letteraria e visuale. «Poema & Oggetto» di Giulia Niccolai - pubblicato da Geiger nel dicembre 1974 in 400 esemplari con tiratura suddivisa in: 25 copie numerate da I a XXV per l’archivio, 150 numerate da 026 a 0175 riservate agli amici e al servizio stampa, 225 numerate da 0176 a 400 per la vendita - è un volume complesso, come ricorda Milli Graffi nella prefazione in doppia lingua italiano e inglese, già nella sua struttura. O meglio, è proprio la sua struttura a rivelare la natura e l’intento dell’intera opera verbo-visiva: composizioni di lettere, parole, brevi frasi, testi resi tipograficamente illeggibili si giustappongono a tavole applicate alle carte, collage e disegni con materiali e oggetti così da costruire un intreccio espressivo in cui le parole rimandano alle cose e alle loro forme e viceversa. Ma non si tratta, ovviamente, di un’operazione finalizzata alla costruzione e alla comunicazione di un pensiero definito e definitivo. Come scrive Graffi nella già citata prefazione: «Ciò che la Niccolai ha fissato non è una frase compiuta, ma la definizione di un'area entro la quale ella sa per certo che qualcosa avviene, non è il pensiero nella sua espressione finita, ma il pensiero mentre si sta formulando. La Niccolai definisce per se stessa e per il suo lettore il momento in cui la mente riceve gli stimoli degli oggetti esterni e scopre che questi oggetti hanno profonde e coinvolgenti riverberazioni dentro il proprio io. E' come se la Niccolai abbia voluto determinare i rapporti tra due elementi, la parola e il materiale che la illumina di alcune implicazioni, consacrando il momento in cui la mente è colpita e sorpresa e comincia a contemplare e a gustare una possibilità che la diverte. Questo è il momento poetico della Niccolai [.]».