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Relazione dello stato politico e militare della Polonia

Relazione dello stato politico e militare della Polonia | Libri antichi e moderni | Cefali Sebastiano

Libri antichi e moderni
Cefali Sebastiano
s.t., 1700
600,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1700
  • Luogo di stampa
  • s.l.
  • Autore
  • Cefali Sebastiano
  • Editori
  • s.t.

Descrizione

8vo (cm. 30), 41 cc.nn. Carta vergata e filigranata. Bella grafia in inchiostro bruno. Fogli sciolti. Timbretto di biblioteca privata (’Galletti’) sulla prima carta che presenta anche alcune piccole mancanze causate dall’inchiostro. Angoli smussati. Carte leggermente ossidate ma sempre ben leggibili. L’Autore, letterato siciliano, fu attivo in Polonia come segretario del maresciallo Jerzy Lubomirski partecipando vivamente alle lotte fra la Corona e la classe nobiliare. Al 1664 o '65 risale la ‘Relazione dello stato politico e militare della Polonia’, scritta dal C. nel momento della crisi sociale e istituzionale della ‘Respublica nobiliaris’. Il C. si diffonde sulle forme dell’elezione e incoronazione del sovrano, definisce i poteri ed elenca le risorse finanziarie della Corona; poi prende in esame le cariche civili e militari del Regno, i privilegi della nobiltà e la posizione giuridica degli stranieri. Passa quindi al funzionamento della Dieta e al sistema giudiziario; dedica ampio spazio allo stato della milizia, inserendo fra le istituzioni di origine e impronta militare la ‘sollevazione’ o ‘rokosz’ (’la maggiore e più temuta risoluzione che si faccia in quella Repubblica’ contro qualsiasi oppressione di libertà promossa dalla Corona) e la ‘confederazione’ o ‘konfederacja’ (’ammutinamento generale dei soldati, o per mancamento di paghe o per altro preteso aggravio; la chiamano vulgarmente nodo di fratellanze, perché rinunziando alli accordi privati restono quasi legati e obligati ad aiutarsi scambievolmente sino all’intera soddisfazione di tutte le milizie’). Il discorso si chiude con un cenno ai problemi cosacchi e con una rassegna delle principali città e fortezze. Preoccupato esclusivamente di cose politiche e privo di qualsiasi divagazione su costumi privati ed usanze particolari, esso rispondeva probabilmente a due questioni: la posizione del sovrano in un regno elettivo come la Polonia e l’efficienza militare di un paese travagliato da guerre interne ed esterne. La crisi polacca è ricondotta agli errori di Giovanni Casimiro, che non ha rispettato l’autonomia stabilita per tradizione alle supreme gerarchie militari. Opponendosi polemicamente al Bodin, il C. si muove sulla linea dei teorici veneziani dello Stato misto. Il suo repubblicanesimo che trova largo riscontro nel pensiero polacco del tempo, è d’impronta aristocratica: il nerbo dello Stato sono le grandi famiglie che la recente insurrezione cosacca ha colpito nei loro fondamentali interessi (cfr. Treccani, Dizionario Biografico degli italiani).

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