Salome. Unica versione italiana consentita dall’Autore
Salome. Unica versione italiana consentita dall’Autore | Libri antichi e moderni | Chiara, Biagio (Prefazione) - Rocco, G. G. (Traduzione)] Wilde,, Oscar
Salome. Unica versione italiana consentita dall’Autore
Salome. Unica versione italiana consentita dall’Autore | Libri antichi e moderni | Chiara, Biagio (Prefazione) - Rocco, G. G. (Traduzione)] Wilde,, Oscar
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1906
- Luogo di stampa
- Napoli,
- Autore
- Chiara, Biagio (Prefazione) - Rocco, G. G. (Traduzione)] Wilde, , Oscar
- Pagine
- pp. 98 [2].
- Editori
- Libreria Editrice Bideri,
- Formato
- in 8°,
- Edizione
- Prima edizione italiana.
- Soggetto
- Narrativa Straniera dell' 800
- Descrizione
- brossura beige con illustrazione e titoli rossi e neri al piatto, neri al dorso,
- Prima edizione
- True
Descrizione
LIBROPrima edizione italiana.Distacco del primo fascicolo fermato per il resto esemplare ben conservato. Timbro della Libreria di Oreste Garroni al piatto anteriore. Molto raro, specie con la brossura originale conservata.Rara prima edizione italiana in volume - con solo 4 esemplari censiti in Opac - della «Sàlome» di Oscar Wilde pubblicata nel 1906 dalla napoletana Libreria Editrice Bideri con prefazione firmata da Biagio Chiara e traduzione di Giuseppe Garibaldi Rocco (già ultimata nel 1901 e nello stesso anno apparsa su «La Rassegna Italiana»). Oggetto di ristampa (con illustrazioni) nel 1907, nel 1908 la Bideri intentò una causa contro l’editore romano Bernando Lux che, con traduzione affidata a Giuseppe Vannicola, aveva messo in commercio quell’anno una propria nuova versione del dramma dello scrittore irlandese. Ferdinando Bideri, in virtù di una lettera d’incarico consegnata da Wilde durante il suo primo soggiorno a Napoli del 1897 a Rocco, sosteneva infatti di possedere i diritti esclusivi per l’Italia avendo acquisito i diritti sulla sola versione autorizzata dall’autore (come del resto recita il sottotitolo al volume). Protrattasi fino al dicembre 1909, la causa si risolse con una sentenza che scontentò entrambe le parti: si sosteneva infatti che il Rocco poteva certo farsi forte della lettera di Wilde - in cui si leggeva: «Vi autorizzo con estremo piacere a tradurre e a fare rappresentare il mio dramma sulla scena italiana. Con i miei più sinceri saluti, Oscar Wilde» — ma si sosteneva altresì che quell’incarico avrebbe dovuto essere formalizzato davanti alla legge già nel 1897 per potersi configurare come diritto esclusivo. Da una parte dunque, la presunta esclusività rivendicata da Bideri doveva essere respinta, poiché il trasferimento di diritti era viziato all’origine; dall’altra, tuttavia, si sottolineava comunque la sostanziale illegalità dell’operazione portata avanti da Lux, avendo la casa editrice agito senza autorizzazione alcuna da parte dell’ormai defunto Wilde e dei suoi eredi (la vicenda è approfondita in dettaglio sul mensile «Le Droit d’Auteur», n. 5 del 15 maggio 1910, pp. 66-69).