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Schadenfreude. La gioia per le disgrazie altrui

Schadenfreude. La gioia per le disgrazie altrui | Libri antichi e moderni | Watt Smith, Tiffany

Libri antichi e moderni
Watt Smith, Tiffany
UTET, 2019
8,00 €
(Foligno, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2019
  • ISBN
  • 9788851169312
  • Luogo di stampa
  • Torinp
  • Autore
  • Watt Smith, Tiffany
  • Pagine
  • 193
  • Editori
  • UTET
  • Formato
  • 22 cm
  • Soggetto
  • Descrizione
  • hardcover
  • Stato di conservazione
  • In ottimo stato
  • Lingue
  • Italiano
  • Legatura
  • Rilegato
  • Condizioni
  • Usato

Descrizione

Volume cartonato rigido di pagine 193, sovraccoperta figurata. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine. «La sfortuna degli altri è dolce come il miele», dice un antico proverbio giapponese, mentre i soliti, pragmatici tedeschi l'hanno detto con una parola sola: Schadenfreude, “la gioia per le disgrazie altrui”. Il termine è minaccioso e oscuro, ma l'emozione è deliziosa e più comune di quanto siamo disposti ad ammettere. Tutti l'abbiamo provata e la proviamo ogni giorno, in fila al supermercato o girovagando sui social. È la gioia segreta quando vediamo l'uomo d'affari che pesta una cacca di cane, il politico sommerso di insulti su Facebook, il nostro vicino a cui si rompono i sacchi della spazzatura stracolmi. Spesso la travestiamo da giustizia divina, da vendetta del karma, quando l'universo sembra punire chi se lo merita. Però non sempre è così, o non solo. È anche il sollievo di non essere quella persona che sta facendo una figuraccia, la gioia di vedere che nessuno è perfetto, la gratitudine di trovarsi in disparte e, per una volta, la felicità di essere se stessi (almeno finché agli altri capitano cose del genere). Tiffany Watt Smith prosegue la mappatura dell'atlante delle emozioni umane, e stavolta si sofferma su una singola bizzarra emozione, che Nietzsche definiva la «vendetta dell'impotente» mentre per Schopenhauer era l'«indizio più infallibile di un cuore profondamente cattivo». Sebbene sia così diffusa, la Schadenfreude è infatti da sempre un vero rompicapo: come funziona, a che cosa serve e, soprattutto, dobbiamo vergognarcene o no? In un'epoca di scontri politici e rabbia populista, di gogne pubbliche a colpi di tweet e autopromozione a base di selfie, studiare la Schadenfreude significa ripensare completamente la gelosia e l'invidia, forse i veri motori segreti del mondo. Da Shakespeare ai Simpson, da Winnie Pooh a Dostoevskij, da Freud a Kim Kardashian, Tiffany Watt Smith conduce una spedizione nei territori oscuri delle nostre emozioni più inconfessabili. Forse è arrivato il momento di smetterla di preoccuparsi e amare la Schadenfreude

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