Storie di Roma
Storie di Roma | Libri antichi e moderni | Pascoli, Giovanni
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Storie di Roma | Libri antichi e moderni | Pascoli, Giovanni
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1994
- ISBN
- 9788817169813
- Luogo di stampa
- Milano
- Autore
- Pascoli, Giovanni
- Editori
- Rizzoli
- Formato
- 17.5 cm
- Soggetto
- Descrizione
- paperback
- Stato di conservazione
- Buono
- Lingue
- Italiano
- Legatura
- Brossura
- Condizioni
- Usato
Descrizione
"BUR - Biblioteca Universale Rizzoli"; prima edizione in questa collana, 1994 - Brossura editoriale di 208 pagine con testo latino a fronte. Introduzione e note di Alfonso Traina. Poche sottolineature a pastello sottile nell'introduzione, peraltro copia in ottimo stato con paginazione fresca e compatta; libro non comune -- «Poesia» scriveva Pascoli «è rivivere ciò che fu.» E a questa tensione di ritorno al passato. che travalica gli spazi dorati dell'infanzia per estendersi ai tempi più remoti dell'umanità, si collegano anche i trenta poemetti latini che egli compose lungo l'arco di tutta la sua attività letteraria, nella quale l'uso del latino si alterna, in modo del pari naturale e sapiente, con quello della lingua materna. L'intento era quello di delineare una storia poetica di Roma, dalle origini all'avvento del Cristianesimo e alle invasioni barbariche. Ma non si tratta - come mostra Alfonso Traina nella sua ricca e finissima introduzione, del gioco accademico di un raffinato classicista. Il latino del Pascoli risponde, non meno delle altre sue ardite ideazioni espressive, alle ragioni profonde di una ispirazione volta a rendere la voce immediata delle cose e delle memorie: i rumori della natura. le grida degli uccelli, il dialetto dei contadini e, in diacronia, il greco «con parole italiane» dei «Conviviali» e il latino dei Romani antichi. Modulando con echi nuovi e originali gli elementi della lingua «morta». Pascoli ristabilisce il contatto con un mondo perduto, e discopre, rimossa la patina opaca del tempo, la dimensione umana del vissuto. Nei sei poemetti che qui si presentano, tradotti con sensibilità e rigore da Paolo Ferratini, sono evocati momenti di esistenze umili e grandi, colte nell'intimità dell'esperienza quotidiana: lo sgomento religioso di due vecchi contadini di fronte a un ospite ignoto, o la lenta agonia di Giugurta nel buio del carcere Mamertino o l'affollarsi di memorie nella mente dei gladiatori ribelli alla vigilia della battaglia. Pagine intense e preziose, in cui si ritrova il tono inconfondibile della poesia pascoliana, alla cui piena conoscenza esse recano indispensabile apporto.