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Toscana Romanica

Toscana Romanica | Libri antichi e moderni | Tigler Guido

Libri antichi e moderni
Tigler Guido
Jaca Book, 1982
95,00 €
(Preganziol, Italia)

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1982
  • Luogo di stampa
  • Milano
  • Autore
  • Tigler Guido
  • Pagine
  • 352
  • Editori
  • Jaca Book
  • Formato
  • 240 x 170 mm
  • Descrizione
  • As New
  • Descrizione
  • Cloth
  • Stato di conservazione
  • Come nuovo
  • Lingue
  • Italiano

Descrizione

GuidoTigler,Toscana Romanica.Milano 1982 Jaca Book Pagine 352 ills. a profusione in bianco/nero e colori Ottavo rilegato con sovraccoperta Euro 75,00.- In questo volume l' autore propone un quadro assolutamente nuovo della geografia artistica della Toscana romanica e insieme ne suggerisce un ideale itinerario di visita fra i principali monumenti. Punto di partenza è l' eccezionale frammentazione culturale e politica del periodo considerato ( secoli XI-XIII ), dove ogni diocesi e ogni città hanno vicende proprie, cosi' come attorno ai territori dei liberi comuni si creano aree residue in cui permane al poter il vecchio mondo feudale, incluse le abbazie. Il percorso muove dalla Via Francigena, con l' attraversamento della Lunigiana e una prima sosta a Carrara, per poi puntare su Pisa, che fu certamente il centro irradiatore più vitale nei secoli che qui interessano. Già il primo romanico pisano del secondo quarto dell' XI secolo ebbe un riflesso in Lunigiana. Il classicismo di Buscheto, grande artefice del Duomo di Pisa, fu poi recepito in Luchesia e a Firenze. Prima di inoltrarsi verso l' inteno della Toscana viene tuttavia esplorata la parte costiera, lungo il litorale un tempo dominato dai Pisani: fondamentali il Duomo di Volterra e quello di Massa Marittima, entrambi da considerare inclusi nella più vasta area pisana. A questo punto, come accompagnando il propagarsi dell' influsso artistico pisano verso l'entroterra, si propone la visita di Lucca e dell' area lucchese, per passare poi a Pistoia e all' area pistoiese, che comprendeva anche Prato, e poi a Firenze e alla zona del suo contado. Nel Duomo di Fiesole e nella pieve di Arezzo, per non dire delle pievi del Valdarno Superiore e del Casentino, prevalgono tutt'altri accenti, più grevi, con scelte espressive anticlassiche di forte originalità. La breve distanza che separa la facciata della Badia Fiesolana, cosi' simile a quelle fiorentine, dal Duomo di Fiesole, é l' abisso fra due mondi diversi. L' area fiesolano-arentina è più legata all' Umbria e alle Marche, nonché al centro-sud della Toscana, che non a Firenze. Guido Tigler è docente di Storia dell' arte medievale all' Università degli Studi di Firenze. Size: Ottavo

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