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Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia

Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia | Libri antichi e moderni | Berselli Edmondo

Libri antichi e moderni
Berselli Edmondo
2006
10,00 €
(Viterbo, Italia)

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2006
  • ISBN
  • 9788804556596
  • Autore
  • Berselli Edmondo

Descrizione

Questo non è un saggio e non è un romanzo: è il primo libro comico sulla cultura italiana. Ma potrebbe anche essere un manuale di conversazione per fare figurine o figuracce in società, sparlando con allegria di tutti. Un esercizio critico per scoprire che cosa hanno in comune il musicista esoterico Franco Battiato e l'editore gnostico Roberto Calasso. Oppure un cabaret ai danni di personaggi che assomigliano insidiosamente a Roberto Benigni, Nanni Moretti, Alberto Arbasino, Alessandro Baricco, Paolo Mieli, Giuliano Ferrara, e di molti altri protagonisti, comprimari e caratteristi che affollano l'intellettualità nostrana. La teoria generale adottata dall'autore postula che nel panorama nazionale si possono riconoscere tre profili principali: la "giovane promessa", continuamente a rischio di compiere l'improvvisa e spaventosa metamorfosi che la trasforma agli occhi di tutti nel "solito stronzo", mentre soltanto in casi rarissimi, benedetti dalla fortuna, riesce a innalzarsi alla condizione di "venerato maestro". Scorrono su questo schema i nostri decenni, dagli anni in cui regnava il bianco accecante delle copertine di Einaudi e il rigore implacabile di Norberto Bobbio, alla lunga crisi che conduce al nostro tempo incerto e trash, regno dello scetticismo e di pensieri cinici, in cui destra e sinistra si guardano in cagnesco senza più sapere perché. Ecco allora i film, le canzoni, i romanzi, gli scrittori, le filosofie in cui abbiamo creduto di credere. Con una serie di sketch irresponsabili vengono messi in scena ideologi, cantautori, politologi, romanzieri, giornalisti, registi, da Fabrizio De André a Francesco De Gregori, da Massimo Cacciari a Claudio Magris, da Umberto Eco a Bernardo Bertolucci e Dario Fo. È un falò di conformismi, complessi di superiorità, idee sbagliate, revisioni arrischiate, pensieri forti divenuti deboli, che innesca un fuoco amico sulle religioni perdute: perché, quando la fede se ne va, per evitare le trappole della superstizione non resta che l'ironia.

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