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Vita di un uomo V. Poesie IV. Il dolore

Vita di un uomo V. Poesie IV. Il dolore | Libri antichi e moderni | Ungaretti Giuseppe

Libri antichi e moderni
Ungaretti Giuseppe
Mondadori, 1947
40,00 €

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Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1947
  • Luogo di stampa
  • Milano
  • Autore
  • Ungaretti Giuseppe
  • Editori
  • Mondadori
  • Soggetto
  • Letteratura italiana del '900, Poesia, Prime edizioni
  • Descrizione
  • *Flexibound
  • Sovracoperta
  • False
  • Stato di conservazione
  • In ottimo stato
  • Lingue
  • Italiano
  • Copia autografata
  • False
  • Print on demand
  • False
  • Condizioni
  • Usato
  • Prima edizione
  • True

Descrizione

In-16° (19x13 cm), pp. 71, (5), brossura editoriale a risvolti paratestuali, con titoli al dorso e al piatto anteriore con vignetta di collana (particolare dipinto del Bronzino). Lo Specchio - I poeti del nostro tempo. Firma di appartenenza a lapis di critico letterario alla carta bianca anteriore. Buon esemplare conservante la scheda bibliografica editoriale. Edizione originale. La raccolta comprende liriche composte tra il 1937 e il 1946. 'Le poesie qui raccolte apparvero tutte nell'una o nell'altra delle rassegne letterarie italiane. Quelle che vanno sotto il titolo di 'Roma occupata' uscirono anche a capo del volume di disegni di Orfeo Tamburi, 'Piccola Roma', il 19 aprile 1944, presso l'editore romano Urbinati' (Dalla Nota introduttiva). Il nucleo centrale della raccolta è costituita dall'accorata evocazione del figlio di Ungaretti, Antonietto, morto a soli 9 anni nel 1939 a San Paolo del Brasile, dove il poeta insegnava allora letteratura italiana. Ha scritto magistralmente Andrea Zanzotto di questa raccolta: 'Ungaretti è approdato con la tragica esperienza privata della morte del figlio e con quella corale della guerra alla sua 'Capitale de la douleur' [.] Si realizza nel 'Dolore', e proprio per quest'affronto alla voce, una condizione di poesia ricchissima di elementi patetici, nel contrasto fra il sentimento bruciante del dolore per una morte a cui non ci si può rassegnare e la bellezza più che mai evidente e viva delle parole e dei versi' (Andrea Zanzotto, in Branca, Dizionario critico della letter. italiana, IV, pp. 359 - 360). Cfr. Spaducci, p. 297. Gambetti / Vezzosi, p. 937.

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