Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

Vite altrove. Migrazione e disagio psichico

Vite altrove. Migrazione e disagio psichico | Libri antichi e moderni | Losi Natale, br.

Libri antichi e moderni
Losi Natale, br.
Borla, 2010
non disponibile
Maremagnum.com (Milano , Italia)
non disponibile

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 2010
  • ISBN
  • 9788826317533
  • Autore
  • Losi Natale
  • Pagine
  • pagine 256
  • Collana
  • Radici e labirinti
  • Editori
  • Borla
  • Formato
  • In-8
  • Soggetto
  • Psichiatria
  • Illustratore
  • br.

Descrizione

Questo libro è insieme saggio monografico e approfondimento di un caso clinico descritto a più voci. Nella prima parte, l'autore fa il punto sulla riflessione etnopsichiatrica attuale, privilegiando l'approfondimento del suo peculiare approccio «etno-sistemico-narrativo», che lo differenzia dalle proposte di Tobie Nathan e viene ormai riconosciuto come specifico orientamento nell'ambito delle teorie sistemiche. Combinando narrazione e memoria - in particolare nelle comunità di migranti - come strumento fondamentale di integrazione culturale e resilienza, Losi assimila il trauma migratorio ad un rito di passaggio», la cui essenza è conservata nella struttura delle fiabe così come ci è stata rivelata dal grande etnologo V. J. Propp. In questa prospettiva, il migrante non dev'essere etichettato come vittima priva di risorse, ma piuttosto come «eroe» della sua fiaba. Chi emigra, per forza o per scelta, non può essere posto nella posizione di vittima o di malato, anche quando dovesse attraversare periodi di grave disagio psichico ed esistenziale. Il migrante è, nel pensiero etno-sistemico-narrativo, il moderno eroe, che come nelle fiabe può sperimentare fallimenti e abbisognare di alleati per raggiungere i propri scopi. Il terapeuta, nella mia prospettiva, non è altro che questo alleato». Il caso di Armand, bambino africano rifugiato in Svizzera, conclude la seconda parte di questo denso e innovativo testo.

Logo Maremagnum it