Abbozzo del Mappamondo di F. Mauro Camaldolese
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1806
- Formato
- 384 X 386
- Incisori
- Zurla Giacinto
Descrizione
Rara copia dell'inizio del XIX secolo della più grande mappa medievale del mondo: il famoso mappamondo realizzato intorno al 1450 da Fra Mauro, "considerato il più grande monumento della cartografia medievale" (Almagià). All'epoca era la rappresentazione più dettagliata del mondo mai prodotta, e rimane una delle opere più importanti nella storia della cartografia, segnando il nuovo abbraccio del metodo scientifico che metteva la precisione davanti alle credenze religiose o tradizionali. Sorprendentemente, è orientato con il sud in alto, ricordando la tradizione araba e più specificamente il famoso mappamondo di al-Idrisi del XII secolo, copie del quale Fra Mauro potrebbe aver conosciuto. L'Europa è mostrata in basso, e l'Africa e l'Asia dominano l'immagine, con l'Arabia (non Gerusalemme) al centro e l'America ancora assente. Fra Mauro incorporò le scoperte di Marco Polo e dei portoghesi, mostrando anche molti paesi conosciuti più tardi, che il dotto monaco senza dubbio plasmò in base alle idee raccolte dai racconti di viaggiatori occasionali. Molte delle nuove informazioni della mappa furono perse dai primi cartografi moderni quando gli atlanti di Tolomeo stampati proliferarono negli ultimi decenni del XV secolo, sostituendo la tradizione del mappaemundi manoscritto. La mappa del mondo precolombiano di Fra Mauro è considerata il più grande monumento della cartografia medievale. Il mappamondo è un planisfero circolare disegnato su pergamena e incastonato in una cornice di legno, di circa due metri di diametro, ora è appeso in una scalinata della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, ma è visibile entrando nel Museo Correr, dove è accessibile dalla sala più orientale. Una copia del mappamondo fu realizzata da Fra Mauro e dal suo assistente Andrea Bianco, un marinaio-cartografo, su commissione del re Afonso V del Portogallo. Questa copia fu completata il 24 aprile 1459 e inviata in Portogallo, ma non è sopravvissuta fino ad oggi. La presente edizione della mappa è stata pubblicata con il libro di Giacinto Zurla Il Mappamondo di Fra Mauro Camaldolese (1806), il primo studio della mappa di Fra Mauro mai pubblicato e in effetti l'unico lavoro iniziale sostanziale sulla mappa. ' Giacinto Zurla ' (in religione Placido), nacque a Legnano, nei pressi di Verona, il 2 aprile del 1769. Divenuto sacerdote e preso il nome di Placido, prima gli venne dato l’incarico di insegnare nello stesso monastero filosofia e poi prese la cattedra di lettore di teologia dogmatica. Non fu però a questi studi teologici che si deve la sua fama di studioso, per certi versi ancora intatta, bensì alla geografia. La prima grande prova fu l’analisi di una carta del XV secolo presente in monastero, il mappamondo di fra’ Mauro (1806). Zurla contribuì così ad attirare l’attenzione su una delle opere di cartografia più importanti dell’umanesimo. Acquaforte, stampata su carta vergata coeva, con le solite pieghe di carta, in ottime condizioni. Bibliografia R. Almagià, Monumenta cartographica vaticana, vol. 1; P. Falchetta, Storia del Mappamondo di Fra' Mauro; Nordenskiöld 52; Landmarks of mapmaking 53; Cortesao, Portuguese Cartography II, 172 ss; Sabin 106.411; Cicogna 3323. ' Rare, early 19th century Italian engraved facsimile of the greatest medieval map of the world: the famous world map made around 1450 by Fra Mauro, "considered the greatest memorial of medieval cartography" (Almagià). At the time it was the most detailed representation of the world ever produced, and it remains one of the most important works in the history of cartography, marking the new embrace of scientific method which placed accuracy ahead of religious or traditional beliefs. Strikingly, it is oriented with south at the top, recalling the Arab tradition and more specifically al-Idrisi's famous 12th century world map, copies of which Fra Mauro may have known: Europe is shown at the bottom, and Africa and Asia dominate the image, with Arabia (not Jerusalem) at the centre and America as yet missing. Fra Mauro incorporated the discoveries of Marco Polo and the Portuguese, also showing many countries later known, which the learned monk doubtless shaped after ideas gathered from the oral narratives of occasional travellers. Much of the map's novel information was lost to early modern cartographers when printed Ptolemy atlases proliferated in the final decades of the 15th century, replacing the manuscript mappamundi tradition. Fra Mauro's pre-Columbian World map is considered the greatest memorial of medieval cartography. ' The map is a circular planisphere drawn on parchment and set in a wooden frame, about two meters in diameter, now hangs in a stairway in the Biblioteca Nazionale Marciana in Venice, but is visible by entering in the Museo Correr, where it is accessible from the easternmost room upon request to the museum attendants there. A copy of the world map was made by Fra Mauro and his assistant Andrea Bianco, a sailor-cartographer, under a commission by King Afonso V of Portugal. This copy was completed on April 24, 1459, and sent to Portugal, but did not survive to the present day. The present edition of the map was issued with Placido Zurla's book Il Mappamondo di Fra Mauro Camaldolese (1806), the first study of Fra Mauro's map ever published and indeed the only substantial early work on the map. Copperplate, with usual folds, very good condition. Bibliografia R. Almagià, Monumenta cartographica vaticana, vol. 1 (Città del Vaticano, 1944); P. Falchetta, Storia del Mappamondo di Fra' Mauro (Rimini, 2016); Nordenskiöld 52; Landmarks of mapmaking 53; Cortesao, Portuguese Cartography II, 172 ff.; Sabin 106.411; Cicogna 3323. Cfr.