Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente.
Leggi l'Informativa Cookie Policy completa.

Sei in possesso di una Carta del Docente o di una Carta della Cultura? Scopri come usarli su Maremagnum!

Apollo e Leucotoe

Stampe
MATHAM Jacob
1590
1000,00 €
(Roma, Italia)
Parla con il Libraio

Metodi di Pagamento

Dettagli

  • Anno di pubblicazione
  • 1590
  • Formato
  • 0 X 0
  • Incisori
  • MATHAM Jacob
  • Descrizione
  • New Hollstein (Dutch & Flemish) 172.I (Jacob Matham); Hollstein 234; New Hollstein (Dutch & Flemish) 593 (Hendrick Goltzius; Prints after inventions by Goltzius); Bartsch III.169.157.

Descrizione

Bulino, 1590 circa, firmato in basso a sinistra "HG invent" e numerato “2”. Nel margine sotto il disegno, quattro versi in latino "Phebus Leucothoeu blandis. / . potitur amate." Da un disegno di H. Goltzius.Ottimo esemplare, impresso su carta vergata coeva, con filigrana di stemma araldico non meglio identificato, rifilato alla linea del rame, in ottimo stato di conservazione.La tavola è la seconda della quattro che formano la serie “Gli amori degli dei”. Mostra Apollo e Leucotoe. Interno di una camera da letto con Apollo a sinistra, con le braccia intorno al collo di Leucothea, che stanno entrambi ricadendo su un letto, una lira appoggiata al letto nell'angolo in basso a destra, un paio di pantofole in primo piano centrale.Il mito di Leucotoe è narrato nelle Metamorfosi di Ovidio (IV, 190-255): Venere, per vendicarsi di Apollo che l’aveva scoperta con Marte, lo fa innamorare di una mortale, Leucotoe figlia del re orientale Òrcamo. Apollo, per riuscire ad averla, si trasformò nella madre di lei e, entrato nella stanza dove stava tessendo con le ancelle, riuscì a rimanere solo con la fanciulla. Clizia, una ninfa innamorata di Apollo, per vendicarsi, rivelò il segreto al padre della giovane, che la punì seppellendola viva. Apollo, nel tentativo di riportarla in vita, fece nascere una pianta d’incenso sul luogo della sua sepoltura. Timbro della collezione George Bainbridge (Lugt 1921). Engraving, c. 1590, lettered and numbered in lower left corner: "HG invent" and "2".Lettered, below with four lines of verse: "Phebus Leucothoeu blandis. / . potitur amate." After a drawing by H. Goltzius.A very good example, printed on contemporary laid paper, trimmed close to platemark, with unidentified watermark, in good condition.Plate 2 of four, of a series The loves of the gods. It shows Apollo (Phoebus) and Leucothea. Interior of a bedroom with Apollo at left, putting his arms around the neck of Leucothea, both falling back on to a bed, a lyre is propped against the bed in lower right corner, a pair of slippers in central foreground.According Ovid, Met. IV 190 -255) Venus has her revenge on the Sun-God by making him victim to the pains of love. He dons drag to appear as Leucothoe's mother in order to get close. A jealous Clytie rats her out to her father, who, despite her cry that " He ravished me / Against my will" (81), buries Leucothoe in the earth. The Sun-God cannot revive her, and instead she turns into frankincense. Collector’s mark of George Bainbridge (Lugt 1921). Cfr. New Hollstein (Dutch & Flemish) 172.I (Jacob Matham); Hollstein 234; New Hollstein (Dutch & Flemish) 593 (Hendrick Goltzius; Prints after inventions by Goltzius); Bartsch III.169.157.

Logo Maremagnum it