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Stampe

BARTOLI Pietro Santi

I Giganti colpiti dalle macerie

1680

425,00 €

Antiquarius Libreria

(Roma, Italia)

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Dettagli

Anno di pubblicazione
1680
Formato
282 X 194
Incisori
BARTOLI Pietro Santi

Descrizione

Acquaforte, 1680 circa, priva di firma. Opera tratta dalla rarissima serie "Giove che fulmina li Giganti", raffigurante gli affreschi eseguiti da Giulio Romano nella Sala dei Giganti di Palazzo Te di Mantova. Esemplare di primo stato di due, avanti l’aggiunta del numero in basso a destra. Magnifica prova, ricca di contrasto, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. “La serie del Bartoli è una interessante e importante testimonianza del «capricciosissimo ingegnoso Giulio» che in questo ciclo di affreschi ha forse voluto alludere all'atto di omaggio e sottomissione reso da Federico Gonzaga all'imperatore Carlo V, in occasione della seconda visita da lui fatta a Mantova nel 1532, e al tempo stesso fornire un monito a chiunque voglia ribellarsi ad un potere superiore. La Caduta dei Giganti è stata anche associata alla punizione di Francesco Gonzaga da Calvisano, marito di Isabella Boschetti fatto uccidere da Federico e dagli altri presenti ribelli. Alle virtù che regolano i rapporti umani, rappresentate nella camera dell'Imperatore, si contrapporrebbero dunque la temerarietà e la presunzione dei Giganti, i figli di Gea che avendo osato scalare l'Olimpo sono colpiti dai fulmini di Giove che ne causano la morte ed eterne sofferenze come appare nella parete ovest riprodotta nella penultima stampa del Bartoli dove sono rappresentati i Ciclopi annientati da Nettuno sotto l'Etna che nell'effetto illusionistico della Sala incorpora il fuoco sviluppato dal camino” (cfr. S. Massari, Giulio Romano pinxit et delineavit, p. 277). Bibliografia S. Massari, Giulio Romano pinxit et delineavit, p. 273, 270 I/II. ' Etching, 1680 circa, unlettered. Giants crushed by rocks and the falling columns of the temple, clouds of smoke above, Poseidon in his chariot to left in the background, two spaces at left for doorways, From 'Giove che fulmina li giganti', after the frescoes on the ceiling of the Sala dei Giganti designed by Giulio Romano for the Palazzo del Te, Mantua A fine impression of the first state of two, before the number, printed in contemporary laid paper, with margins, light foxing otherwise in very good conditions. “Bartoli's series is an interesting and important testimony to the ‘capricious ingenious Giulio,’ who in this cycle of frescoes perhaps wished to allude to the act of homage and submission rendered by Federico Gonzaga to Emperor Charles V on the occasion of his second visit to Mantua in 1532, while at the same time providing a warning to anyone wishing to rebel against a higher power. The Fall of the Giants was also associated with the punishment of Francesco Gonzaga da Calvisano, husband of Isabella Boschetti who was made to be killed by Federico and the other present rebels. The virtues that govern human relations, represented in the Emperor's chamber, would thus be contrasted with the temerity and presumption of the Giants, the sons of Gaea who having dared to climb Olympus are struck by Jupiter's thunderbolts that cause their death and eternal suffering as appears on the west wall reproduced in Bartoli's penultimate print where the Cyclopes annihilated by Neptune under Mount Etna are represented, which in the illusionistic effect of the Hall incorporates the fire developed by the fireplace” (cfr. S. Massari, Giulio Romano pinxit et delineavit, p. 277). Bibliografia S. Massari, Giulio Romano pinxit et delineavit, p. 273, 270 I/II. Cfr.
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