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Nozze borboniche. Maria Teresa di Borbone e Francesco d’Asburgo.

Nozze borboniche. Maria Teresa di Borbone e Francesco d’Asburgo. | Stampe |

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Dettagli

  • Soggetto
  • Borbonica, Regno delle Due Sicile, Ferdinando I, Ferdinando IV,, Maria Carolina

Descrizione

Bifolio manoscritto su carta vergata (cm 26,5×19), scritto su tre facciate con grafia calligrafica professionale; quarta facciata bianca. Napoli, 15 agosto 1790. Composto per le nozze di Maria Teresa di Borbone, primogenita di Maria Carolina d’Austria regina delle Due Sicilie, con Francesco d’Asburgo, futuro imperatore del Sacro Romano Impero. Testi in italiano, latino e dialetto napoletano. Presente il riferimento al Sebeto, fiume scomparso simbolo di Napoli. Conservazione buona, con leggere fioriture e tracce d’uso coerenti con l’età. Scrittura integra e leggibile su tutte le facciate. Nozze borboniche. Sonetti in italiano, latino, dialetto napoletano. Il documento è stato composto in occasione del matrimonio di Maria Teresa di Borbone (1772–1807), primogenita di Maria Carolina d’Austria e Ferdinando IV re delle Due Sicilie, con Francesco d’Asburgo, futuro imperatore del Sacro Romano Impero, celebrato a Napoli il 15 agosto 1790. Facciata 1 — Frontespizio con sonetto bilingue. L’intestazione reca: “Maria Carolina Regina delle Sicilie – Maria Teresa sua Primogenita – Nell’atto di renderla in Vienna sposa del Principe Ereditario dell’Impero – Sonetto / Versione”. Il testo è disposto su due colonne parallele: a sinistra il sonetto in italiano, a destra la trasposizione in versi latini. Tra i riferimenti geografici del componimento italiano compare il Sebeto, il fiume dell’antica Neapolis — cantato da Virgilio, Stazio e Petrarca — che alla fine del Settecento sopravviveva ormai quasi soltanto nella memoria poetica, prima di scomparire definitivamente sotto l’espansione urbana del XIX e XX secolo. La sua citazione, accanto al Po e all’Arno, conferisce al testo una precisa valenza simbolica: il Sebeto è la voce di Napoli che partecipa al canto nuziale. In calce, ornamento calligrafico raffigurante una lira. Facciata 2 — Sonetto in italiano dedicato “Alla Maestà di Maria Carolina d’Austria / Nostr’amabilissima Sovrana per li felicissimi Matrimonj delle due Regali Principesse di Lei Amatissime Figlie”: componimento augurale che celebra la sovrana attraverso le immagini dell’aquila asburgica e della “vaga Partenope felice”, con esplicito riferimento a Ferdinando IV. Il 15 agosto 1790 si celebrarono nella stessa giornata i matrimoni di entrambe le figlie di Maria Carolina: Maria Teresa sposò l’arciduca Francesco d’Asburgo, e Luisa Maria Amalia (1773–1802) sposò l’arciduca Ferdinando III d’Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana. Facciata 3 — Componimento in dialetto napoletano, intitolato “La Quatriglia de li pisciavinole – Lo Sebeto da lo Bemmenuto – A le Maestà loro – Quattuordece”: i pescivendoli napoletani, in voce corale con il Sebeto personificato, portano il loro omaggio festoso alle Maestà offrendo i pesci della paranza in un gesto di devozione popolare che unisce registro vernacolare e celebrazione cortigiana. La struttura trilingue — italiano, latino, napoletano — è caratteristica della produzione encomiastica napoletana di fine Settecento, in cui i diversi registri esprimevano l’adesione corale di tutte le componenti della città, dall’accademia al popolo dei mercati.<BR>

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