• Libreria: Libreria Pontremoli
  • Anno pubblicazione: 1852 ottobre 27
  • Numero di pagine: Quadernetto di 8 pagine (7 scritte). Brossura con titolo manoscritto seguito dal seguente verso: “Ne cures ea quae stulte miraris et optas. / Hor., Epist. I, 1”. Il testo poetico con grafia calligrafica.
  • Soggetti: AUTOGRAFO Poesia Italiana dell' 800 Manoscritti
  • Dimensioni: 190x134 mm
  • Luogo di pubblicazione: s.l.

Note Bibliografiche

“Diconvi, ser Francesco, un uom di senno, / né sol di senno pur ma di dottrina, / e me ne contan più ch'io non accenno. / Che in ogni sapienza cittadina / voi state dentro, e di madre natura / conoscete ogni occulta disciplina: / che la vista sottil, ferma e sicura / dirizzate alle cose e ne vedete / qualità, quantità, peso e misura; [...]”. In questi versi il poeta formula una decisa condanna nei confronti della società del suo tempo. La composizione, pubblicata, è la prima di dodici scritte fra l'ottobre ed il dicembre 1852. Lo scopo e il significato di queste composizioni vengono efficacemente sintetizzati dallo stesso autore in un biglietto - datato 29 novembre 1852 - che accompagnava l'invio al Canonico Guglielmo Audisio dell'epistola a lui dedicata: «A varii professori miei onorevoli amici, principiando dal ch. Orioli, ho diretto ne' passati giorni altrettante epistole il cui carattere è la ironia, accomodatissima, come parmi, alle odierne vergogne”.

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