Al pubblico imparziale ed al tribunale civile e criminale nella giurisdizione degli olivi il citt. Antonio Gramondo di Diano Marina
Al pubblico imparziale ed al tribunale civile e criminale nella giurisdizione degli olivi il citt. Antonio Gramondo di Diano Marina | Libri antichi e moderni | Anonimo
Al pubblico imparziale ed al tribunale civile e criminale nella giurisdizione degli olivi il citt. Antonio Gramondo di Diano Marina
Al pubblico imparziale ed al tribunale civile e criminale nella giurisdizione degli olivi il citt. Antonio Gramondo di Diano Marina | Libri antichi e moderni | Anonimo
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Dettagli
- Anno di pubblicazione
- 1803
- Luogo di stampa
- Genova
- Autore
- Anonimo
- Editori
- Casamara
- Soggetto
- storia locale, liguria, diano marina, alassio
Descrizione
In 4, pp. 15 + (1b). Timbretti ai margg. bianchi delle cc. Br. rifatta con carta d'epoca. Interessante processo relativo alla condanna di dieci anni di carcere inflitta ad Antonio Gramondo per aver colpito con un bastone il funzionario pubblico Domenico Calsamiglia. L'antefatto che porto' al gesto e' il motivo per il quale si richiedono delle attenuanti per Gramondo. L'amministrazione giurisdizionale di Alassio in capo all'armata francese richiese un prestito di 30 mila franchi ai piu' ricchi abitanti della Giurisdizione. La notizia fu quindi notificata con un messaggio all'amministrazione municipale di Diano. La lettera fini' nelle mani di due agenti municipali Domenico Calsamiglia e Giovanni Novaro di Diano Marina i quali decisero di occultarla essendo anche loro indicati fra coloro che avrebbero dovuto provvedere all'esborso del denaro. I due rifecero poi la lettera togliendo i propri nomi ed indicando quello di Antonio Gramondo al quale chiedevano 1000 franchi. Il sotterfugio venne in seguito scoperto, ai due funzionari venne intimato di non aprire piu' tali lettere e a Gramondo venne notevolmente ridotta la quota da versare (da 1.000 a 125). Tuttavia, quando Gramondo si trovo' di fronte Calsamiglia, non pote' fare a meno, a seguito di un diverbio insorto, di sferrargli un colpo con il proprio bastone, gesto per il quale fu condannato a 10 anni di carcere in quanto rivolto ad un funzionario pubblico.